40 morti a Crans-Montana: oggi Mattarella e Macron al lutto in Svizzera

upday.com 12 godzin temu
Partecipanti alla cerimonia commemorativa ascoltano il discorso del Presidente svizzero Guy Parmelin (Immagine simbolica) (Photo by Harold Cunningham/Getty Images) Getty Images

La Svizzera ha osservato venerdì una giornata di lutto nazionale per le 40 vittime e i 116 feriti dell'incendio devastante nel bar "Le Constellation" a Crans-Montana, avvenuto la notte di Capodanno. Alle 14:00 l'intero Paese si è fermato per un minuto di silenzio, mentre a Martigny si è svolta una cerimonia commemorativa con circa mille invitati, tra cui il Presidente italiano Sergio Mattarella, il Presidente francese Emmanuel Macron e la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

Durante il minuto di silenzio nazionale, gli aeroporti controllati da Skyguide hanno sospeso decolli e atterraggi per sessanta secondi. Le campane delle chiese hanno suonato per cinque minuti in tutto il Paese. Le bandiere sono state issate a mezz'asta e drappeggiate a lutto.

La cerimonia a Martigny

Al centro "Le Régent" di Martigny, le autorità hanno deposto rose davanti a un memoriale allestito nella sala. Tra i presenti anche il Granduca Henri del Lussemburgo, il Primo Ministro belga Bart de Wever e diversi ministri svizzeri.

La pianista Beatrice Berrut ha eseguito un "Adagietto" dalla Quinta Sinfonia di Mahler su un pianoforte a coda nero. Circa quaranta vigili del fuoco e soccorritori che hanno partecipato ai primi interventi hanno ricevuto una standing ovation.

Le parole di Parmelin

Il Presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin ha pronunciato un discorso toccante: «L'1 gennaio 2026 non lo dimenticheremo mai. L'inizio del 2026 doveva essere all'insegna delle promesse che per la gioventù volano verso l'azzurro e invece si sono incendiate nelle ceneri di una notte di orrore.»

Parmelin ha sottolineato che scoprire la verità è «un imperativo morale e anche un dovere dello Stato». In una lettera ai media, ha assicurato: «Verranno tratte le debite conseguenze dal drammatico incendio di Capodanno a Crans-Montana.»

Il Presidente ha espresso «la più viva gratitudine» per la solidarietà internazionale: «Il lutto che ci ha colpito ha trasformato la Svizzera una sola famiglia, il nostro Paese china il capo in segno di rispetto per la memoria di coloro che non sono più con noi e si schiera al fianco di coloro che affrontano un lungo cammino di guarigione.»

La testimonianza dei sopravvissuti

Tre giovani presenti quella notte hanno parlato alla cerimonia: «È con grande emozione che parliamo qui, quella sera siamo andati al bar per un ultimo drink, poi si è trasformato in un incubo, le scene davanti a noi erano insopportabili e fuori era peggio di un incubo, urla lancinanti echeggiavano nel freddo gelido: l'odore di bruciato era insopportabile.»

Mathias Reynard, Presidente del consiglio di Stato del Canton Vallese, ha ringraziato i Paesi solidali: «Il Vallese ringrazia di cuore tutti i Paesi che ci hanno sostenuto. Il nostro pensiero va a tutte le vittime e alle loro famiglie di ogni nazionalità. In questo dolore condiviso siamo uniti come non mai.»

Mattarella visita i feriti italiani

Prima della cerimonia, il Presidente Mattarella ha visitato l'ospedale di Zurigo per incontrare due giovani italiani feriti, Leonardo Bove ed Elsa Rubino, e i loro familiari. Ha ringraziato i medici e il personale della protezione civile coinvolti nelle cure.

Nel libro delle condoglianze, Mattarella ha scritto: «La cerimonia di oggi per l'immane tragedia che si è consumata impone poche parole: angoscia nel ricordo delle vittime, piena solidarietà verso i loro familiari, affettuosa e costante vicinanza ai giovani che in ospedale lottano per riprendersi le proprie vite, giustizia per quanto accaduto.»

Solidarietà internazionale

Il libro delle condoglianze online, aperto dalla Confederazione svizzera sabato scorso, ha raccolto oltre 15.000 messaggi da tutti e cinque i continenti. È stato chiuso dopo la cerimonia. La Confederazione aveva già utilizzato questo strumento dopo l'incidente dell'autobus di Sierre nel 2012.

A Crans-Montana, un uomo di 30 anni proveniente da Lione, Azeddine Mekrabech, ha depositato 40 rose bianche sul luogo dell'incendio: «Ho portato con me 40 rose, una per ogni vittima.» Il sito è attualmente coperto da teloni a forma di igloo, sotto i quali si accumulano fiori, orsacchiotti e candele accese.

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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