Il senatore Tino Magni di Alleanza Verdi e Sinistra ha denunciato lo sfruttamento di migliaia di lavoratori impiegati nelle Olimpiadi invernali Milano Cortina. Mentre l'evento sportivo raccoglie medaglie e successi, dietro le quinte si consumerebbero turni massacranti e «salari da fame». Magni annuncia un'interrogazione parlamentare ai ministri dello Sport Andrea Abodi e del Lavoro Marina Calderone.
Le condizioni di lavoro denunciate sono durissime. I lavoratori affrontano turni giornalieri superiori alle 12 ore per 10 euro l'ora, con 84 ore settimanali e una diaria di soli 20 euro al giorno. Il pagamento è previsto solo dopo la conclusione dei Giochi, non prima di maggio 2026. I riposi settimanali e i giorni di malattia non vengono retribuiti perché la paga è oraria. Gli alloggi sono descritti come inadeguati e sovraffollati.
La situazione ha già avuto conseguenze sulla salute. Nella notte del 9 febbraio, due lavoratori si sono presentati al pronto soccorso di Livigno. Come denuncia la Cgil di Milano in un esposto alla magistratura, i due hanno riferito di lavorare in condizioni difficili con impossibilità di riscaldamento durante l'orario lavorativo. I referti medici hanno confermato sintomi da ipotermia, nausea e tremori in seguito a una prolungata esposizione al freddo.
La denuncia del senatore
«Non tutto è oro quello che luccica. Alle Olimpiadi invernali Milano Cortina che stanno dando tante soddisfazioni in termini di vittorie e medaglie, c'è l'altra faccia della medaglia fatta di sfruttamento, precarietà e salari da fame», ha dichiarato Magni all'AGI. Il senatore punta il dito contro la struttura organizzativa: «L'ente organizzatore, e committente, è la Fondazione Milano Cortina, mentre il lavoro, e i lavoratori, lo mettono le società private che hanno vinto gli appalti per la gestione dei servizi necessari alle Olimpiadi invernali, come la OneGroup Italy. Una catena di appalti e subappalti molto rischiosa».
Magni presenterà un'interrogazione parlamentare per chiedere informazioni sul mancato rispetto degli impegni presi dalla Fondazione Milano Cortina sulla sicurezza dei lavoratori e sulla catena di appalti che mette a rischio diritti e sicurezza. La Cgil di Milano ha già depositato un esposto alla magistratura dettagliando le difficili condizioni di lavoro.
I contratti sono vari: tempo determinato, part-time, partita Iva. «I giochi Milano Cortina da opportunità di lavoro, anche se a tempo determinato, si sono trasformati per migliaia di lavoratori e lavoratrici in sfruttamento», conclude Magni. Il contrasto tra i successi olimpici e le condizioni dei lavoratori dietro le quinte emerge con forza dalla denuncia.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).








