Il governo commissaria 4 regioni sulla scuola: protesta di Pd e sindacati

upday.com 5 godzin temu
Il Consiglio dei Ministri commissaria quattro regioni per i piani scolastici (Immagine simbolica - Generata da IA) Upday Stock Images

Il Consiglio dei Ministri ha commissariato quattro regioni italiane per mancata approvazione dei piani di dimensionamento scolastico. La decisione del 12 gennaio 2026 riguarda Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna, che non hanno formalizzato i piani nonostante due proroghe concesse dal governo. La competenza sulla riorganizzazione delle scuole passa ora allo Stato, scatenando una forte opposizione politica e sindacale.

La riforma del dimensionamento è parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), definita dal governo precedente. L'obiettivo è adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca attraverso una riorganizzazione amministrativa. La misura riguarda la gestione degli istituti, non la chiusura di edifici o l'interruzione delle attività didattiche.

Il Ministero dell'Istruzione ha ricordato che la riforma rappresenta un impegno del Pnrr e ha sottolineato il supporto giuridico alle proprie azioni. La Corte costituzionale «si è pronunciata in tre occasioni - prosegue il ministero - confermando la legittimità dell'operato del governo e richiamando la necessità di una cooperazione tra tutte le istituzioni coinvolte.»

Opposizione politica e sindacale

I parlamentari del Partito Democratico hanno definito l'azione del governo come una manovra inaccettabile. Accusano l'esecutivo Meloni di centralizzare il potere, comprimere le autonomie locali e imporre scelte in modo unilaterale e autoritario. Secondo il Pd, il governo ignora le specificità territoriali e riduce questioni educative complesse a calcoli matematici.

La Flc Cgil Toscana aveva anticipato il commissariamento, definendolo inaccettabile e ingiusto. La Cgil nazionale ha criticato la decisione come una manovra miope e puramente economicistica che minaccia la libertà d'insegnamento e il ruolo costituzionale delle scuole. Il sindacato ha promesso sostegno ai lavoratori della scuola e agli appelli regionali.

Iter giuridico e contestazioni

Tre sentenze del Tar hanno respinto i ricorsi delle regioni non conformi. Sei pronunce del Consiglio di Stato hanno confermato la correttezza dell'azione governativa. Il governo aveva concesso due proroghe per l'adozione dei piani: una fino al 30 novembre e una seconda fino al 18 dicembre.

La Toscana ha presentato due ricorsi contro il decreto ministeriale. Il primo alla Corte costituzionale ha avuto esito negativo. Il secondo, rivolto al Presidente Mattarella e sostenuto da un ricorso ad adiuvandum della Flc Cgil, contesta il numero totale degli studenti toscani. Secondo Cgil e Regione Toscana, il conteggio degli studenti presenta una discrepanza di oltre 8mila unità rispetto ai dati governativi.

Il decreto ministeriale per l'anno accademico 2026-2027 prevede l'accorpamento di 16 scuole da settembre. La Toscana aveva recentemente sospeso tutti gli accorpamenti previsti in attesa dell'esito degli appelli. Il commissariamento trasferisce ora la responsabilità direttamente allo Stato, con il nuovo direttore dell'Usr Toscana, Luciano Tagliaferri, incaricato di attuare la decisione.

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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