La Procura di Milano ha aperto un'indagine su tre protagonisti della scalata di Mps a Mediobanca per presunta manipolazione del mercato e ostruzione delle autorità di vigilanza. Al centro dell'inchiesta: l'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, il presidente di Luxottica Francesco Milleri e l'amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio. Un'intercettazione della Guardia di Finanza del 18 aprile rivela una conversazione esplosiva: «Il vero ingegnere è stato lei, io ho eseguito solo l'incarico», dice Lovaglio a Caltagirone. La risposta: «Perfetto, grazie. È andata come doveva».
L'intercettazione è avvenuta il giorno dopo un'assemblea di Mps che ha approvato un aumento di capitale per sostenere l'offerta su Mediobanca. Secondo i pm, la conversazione conferma un presunto piano coordinato per il controllo della banca milanese. L'inchiesta si concentra su presunte irregolarità nella vendita del 15% di azioni Mps da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze nel novembre 2024.
La critica a Banca Akros
I pubblici ministeri Luca Gaglio e Roberto Pellicano contestano duramente la scelta di Banca Akros come unico bookrunner per la dismissione delle azioni Mps. Nel decreto di perquisizione scrivono: «Non è spiegabile, se non nel senso di voler pilotare l'attività di dismissione, l'affidamento, di un anno fa, del ruolo di bookrunner unico a Banca Akros, intermediario con una sola esperienza di Abb alle spalle, peraltro di entità notevolmente inferiore a quella in esame, laddove i precedenti Abb del Mef erano stati affidati a un pool di banche internazionali come Ubs, BofA, Jefferies, oltre che a Mediobanca».
La Procura rileva che Banca Akros è stata l'unica a ricevere dal Ministero la richiesta di un "secondo round". Il suo sconto finale è stato dello 0,05%, rispetto allo 0,2% iniziale offerto anche da Bank of America e Jefferies. Caltagirone e Delfin hanno acquisito il 3,5% di Mps ciascuno, Banco Bpm il 5% e Anima Holding il 3%.
Le presunte dichiarazioni non veritiere del Mef
La Procura contesta tre dichiarazioni ufficiali del Ministero dell'Economia a Consob, definendole "non veritiere". Il direttore generale Francesco Soro ha scritto a Consob il 29 luglio 2025: «Con riferimento alla richiesta di chiarire se codesto Ministero abbia avuto, prima dell'avvio e del perfezionamento della predetta operazione, interlocuzioni in relazione alla vendita delle azioni Mps con gli azionisti che hanno poi acquisito una partecipazione rilevante in Mps (Delfin, Caltagirone, Anima, Bpm) e/o con altri potenziali investitori e/o con la medesima banca, si precisa che non vi è stata alcuna interlocuzione, contatto o scambio tra i competenti uffici del Mef e gli azionisti che hanno poi acquisito una partecipazione rilevante e/o con altri possibili investitori».
Ma Caltagirone ha dichiarato a Consob di essere stato interpellato dal Ministero nell'ottobre 2024, interessato a creare «un nucleo di investitori italiani per Mps». Ha specificato che il Ministero gli aveva dato «sommaria indicazione degli altri soggetti che sarebbero stati invitati alla procedura», citando proprio «Delfin, Bpm e Anima». Romolo Bardin, amministratore di Delfin, ha confermato i contatti di Milleri «con Caltagirone ed altri esponenti istituzionali relativamente alle azioni Mps detenute dal governo».
Il Mef ha inoltre negato di aver sollecitato le dimissioni di cinque consiglieri "indipendenti" di Mps, avvenute il 27 dicembre 2024. Ma tre di loro hanno dichiarato a Consob che le dimissioni furono richieste o imposte dal Ministero, o dal deputato della Lega Alberto Bagnai che diceva di esprimersi per conto del Ministero.
Il presunto supporto governativo
Lovaglio ha fatto esplicito riferimento a un «supporto governativo» e a un «ruolo facilitatorio» in una nota del 29 aprile 2025 per il Governatore di Banca d'Italia e il presidente dell'Ivass, dopo un incontro con quest'ultimo. Nella nota si legge che «l'intenzione di dare corso all'Offerta su Mediobanca è risalente, e che la presenza di 'alcuni soci e il supporto governativo' hanno avuto in questo momento un 'ruolo facilitatorio'».
Un episodio chiave emerge dall'intercettazione Lovaglio-Caltagirone del 18 aprile. Lovaglio racconta: «Io avrei giurato (di arrivare, ndr) all'83%, poi le spiego perché qualcuno ci ha fatto il bidone, perché Blackrock è un 2% (...) Io ho scritto al Ceo (di Blackrock, ndr), e so che il ministro ha scritto un sms perché io gli ho detto "Oh, guarda che non ha votato!", quindi gli ho detto a Sala hanno scritto un sms, nonostante questo...non è andata bene». Il riferimento è al ministro Giancarlo Giorgetti e a un presunto sms al Ceo di Blackrock prima dell'assemblea Mps del 17 aprile, che ha approvato l'aumento di capitale.
La Procura descrive la procedura di vendita delle azioni Mps come «organizzata il 13 novembre 2024 in modo da apparire come una gara competitiva e trasparente, viceversa caratterizzata da opacità e anomalie, e costruita in modo tale che risultassero acquirenti i soggetti che avevano condiviso e che avrebbero beneficiato del progetto di controllo di Mediobanca». Il Mef non è indagato perché la procedura accelerata non costituisce legalmente una "gara pubblica" secondo il decreto ministeriale 2020. Tuttavia, gli inquirenti osservano che senza questa tecnicità ci sarebbero stati «gli elementi di fraudolenza per integrare il reato di turbativa d'asta».
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).









