Milano indaga sul "papello": documento con nomi vip spunta negli atti

upday.com 11 godzin temu
La Procura di Milano apre un fascicolo su un misterioso documento (Immagine simbolica - Generata da IA) AI Generated Stock Image

La Procura di Milano si prepara ad aprire un fascicolo per indagare sull'origine e l'inserimento di un misterioso documento di 36 pagine negli atti di un'inchiesta esistente. Il cosiddetto "papello", che elenca nomi di politici, imprenditori di spicco e magistrati, è comparso nei fascicoli senza timbri di deposito ufficiali né indicazioni sull'autore, sollevando interrogativi su come questo documento anonimo sia finito negli atti giudiziari.

Il documento contiene un elenco di personaggi noti della politica e dell'economia italiana – tra cui Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, John Elkann, Manfredi Catella e altri – e un elenco sommario di 19 magistrati di Milano e Catania. Alcuni di questi giudici erano all'epoca titolari di fascicoli ancora segreti per l'autore del documento.

L'autore del "papello" è Gian Gaetano Bellavia, consulente della trasmissione "Report" di Raitre. In un primo momento, il 3 gennaio, Bellavia aveva negato in un'intervista a Il Fatto di aver redatto il documento. Poche ore dopo, però, ha confermato la sua paternità tramite il suo avvocato Luca Ricci, spiegando che il contenuto derivava da comunicazioni via mail con il suo precedente legale.

Le indagini e le reazioni istituzionali

L'inchiesta della Procura milanese era inizialmente concentrata su Valentina Varisco, ex collaboratrice di Bellavia, accusata di accesso abusivo a sistema informatico per aver scaricato un milione di file dal sistema di Bellavia. La pm Paola Biondolillo aveva avviato il procedimento contro Varisco.

Il caso ha scatenato reazioni politiche immediate. Il Garante della Privacy ha aperto un'istruttoria nei confronti di Bellavia. Forza Italia ha presentato un'interrogazione ai ministri Carlo Nordio e Adolfo Urso sulla vicenda.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha sollevato questioni sulla legittimità del possesso da parte di Bellavia di un file relativo a suo figlio Geronimo La Russa. Ha dichiarato: «Sarebbe molto interessante sapere a quale titolo lo stesso dott. Bellavia deteneva, ben schedato tra i tanti, anche un file relativo a Geronimo La Russa che di sicuro non ha procedimenti giudiziari a suo carico.»

Scontro politico su Report e dossieraggi

Il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia, membro delle commissioni Antimafia e Vigilanza Rai, ha definito la vicenda uno scandalo enorme. Ha affermato: «Siamo di fronte a uno scandalo enorme che è più grave di quello riguardante la Procura Antimafia di De Raho.» Gasparri ha annunciato che porterà il caso in Commissione Antimafia e ha chiesto alla Rai di rispondere pubblicamente alle interrogazioni.

La senatrice M5S Dolores Bevilacqua ha replicato duramente a Gasparri, accusandolo di ipocrisia. Ha dichiarato: «Fa ridere detto da chi sembra fare di tutto per insabbiare il ruolo di Avanguardia Nazionale nelle stragi di mafia.» Bevilacqua ha anche sollevato interrogativi sui rapporti passati di Gasparri con ambienti dell'intelligence straniera e sulla sua presidenza di una società di cybersicurezza israeliana.

Gasparri ha risposto sostenendo che Bevilacqua e altri esponenti M5S siano costretti a emanare note stampa scritte da ex magistrati. Ha affermato: «Esprimo umana comprensione per la Bevilacqua che, come altri grillini, è costretta a emanare note stampa scritte da altri suoi colleghi, con trascorsi nella magistratura.»

Il contesto più ampio: da Paragon ai dossieraggi

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di presunti dossieraggi in Italia. Alla conferenza stampa di fine anno, la premier Giorgia Meloni ha affrontato il "caso Paragon" relativo a presunte attività di spionaggio su giornalisti con il sistema Graphite. Meloni ha citato una relazione del Copasir del giugno 2025 per sostenere che Graphite non era stato usato contro i giornalisti, ma la relazione è stata superata dai fatti: una settimana dopo è emersa una perizia tecnica che dimostrava lo spionaggio sul giornalista Ciro Pellegrino di Fanpage.it.

Il direttore di Fanpage.it Francesco Cancellato ha chiesto a Meloni: «Cosa ha fatto e cosa intende fare il governo per venire a capo di questa situazione?» La premier ha risposto alzando i toni e paragonando lo spionaggio sui giornalisti alla diffusione sui giornali di informazioni personali su di lei, dicendo: «I fatti personali non di Cancellato, ma di Giorgia Meloni, sono finiti su tutti i giornali.»

Non è escluso che le persone elencate nel "papello" possano presentare denunce presso la Procura di Milano, ritenendosi vittime di dossieraggi illeciti. L'avvocato Ricci ha sollevato una domanda chiave sulla presenza del documento nei fascicoli: «domanda alla quale solo il titolare del fascicolo stesso potrà rispondere.»

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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