Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brescia ha convalidato oggi l'arresto di Marin Jelenic, il 36enne croato accusato dell'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio. Il sospettato ha scelto di non rispondere durante l'interrogatorio e resterà in carcere.
Ieri gli investigatori hanno rinvenuto un coltello di circa 20 centimetri nelle vicinanze del luogo dell'omicidio, nella stradina che porta al parcheggio riservato ai dipendenti della stazione di Bologna. L'arma viene ora sottoposta ad analisi dattiloscopiche e genetiche per verificare la presenza di impronte digitali e tracce di sangue da confrontare con quello della vittima.
L'autopsia ha rivelato la violenza dell'aggressione. La lama è penetrata fino all'impugnatura, causando una ferita larga quattro centimetri. Il colpo unico, inferto alle spalle all'altezza delle scapole, ha trapassato il pesante giubbotto invernale di Ambrosio e perforato l'arteria polmonare, provocando un'emorragia massiva che ha causato il decesso in pochi istanti.
L'arresto a Desenzano
L'agente Giovanni Pugi, 27 anni, e il collega Alessandro Lucia hanno fermato Jelenic martedì sera davanti alla stazione di Desenzano, poco più di 24 ore dopo il delitto. Pugi lo ha riconosciuto grazie ai vestiti e al comportamento sospetto. «L'ho riconosciuto dai vestiti, eravamo pronti», ha dichiarato l'agente. Il sospettato non ha opposto resistenza e non aveva documenti, solo un carteggio giudiziario con il suo nome.
Un passato di denunce
Jelenic, senza fissa dimora, aveva già tre denunce per possesso di armi da taglio a Bologna e una per tentato furto in un supermercato. Il 23 dicembre scorso il prefetto di Milano aveva emesso un ordine di allontanamento nei suoi confronti, da eseguire entro dieci giorni. Se l'ordine fosse stato applicato, Jelenic non si sarebbe trovato in Italia il 5 gennaio, giorno dell'omicidio.
Il questore di Bologna Antonio Sbordone ha definito l'evento «una casualità» che «poteva succedere a qualcun altro da qualche altra parte, questo non ci rassicura». Ha sottolineato il problema posto da individui con ordini di allontanamento che non possono essere identificati compiutamente per mancanza di documenti.
I prossimi passi
La difesa di Jelenic, rappresentata dall'avvocato Luisella Savoldi, ha fatto sapere che il sospettato «si riserverà di parlare con il magistrato titolare dell'inchiesta a Bologna». Entro 20 giorni la Procura di Brescia trasferirà gli atti a quella di Bologna, competente per il caso, e Jelenic sarà trasferito nel carcere della Dozza.
Gli investigatori stanno verificando se Ambrosio, che come capotreno controllava frequentemente passeggeri senza biglietto, avesse avuto in passato contatti con Jelenic.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).



