La Corte d'Assise di Genova è entrata in camera di consiglio questa mattina alle 10:00 per decidere sulla sentenza del processo per l'omicidio di Nada Cella. Il verdetto è atteso per le 17:00 di oggi, giovedì 15 gennaio 2026, e determinerà il destino di due imputati accusati di un delitto avvenuto quasi trent'anni fa, il 6 maggio 1996 a Chiavari.
Sul banco degli imputati siedono Anna Lucia Cecere, ex insegnante 56enne di Cuneo, accusata di omicidio volontario aggravato da futili motivi e crudeltà, e Marco Soracco, commercialista di Chiavari, accusato di favoreggiamento. La Procura ha chiesto l'ergastolo per Cecere e quattro anni di reclusione per Soracco. Il presidente Massimo Cusatti pronuncerà la sentenza di primo grado.
Il delitto del 1996
Nada Cella, 24 anni, lavorava come segretaria nello studio di Marco Soracco in via Marsala a Chiavari. Il 6 maggio 1996 fu aggredita brutalmente nel suo luogo di lavoro e morì poche ore dopo. Soracco trovò la giovane donna ferita e fu inizialmente sospettato. Secondo l'accusa, il movente dell'omicidio sarebbe stata la gelosia.
Anna Lucia Cecere venne vista uscire dal palazzo quel giorno e fu indagata all'epoca, ma l'inchiesta nei suoi confronti durò solo pochi giorni. Durante quella prima investigazione, i Carabinieri trovarono nella sua abitazione un elemento che si rivelò cruciale per la riapertura del caso.
La riapertura e il processo
Il caso venne riaperto nel 2021. Il giudice Angela Nutini aveva chiesto l'archiviazione dell'inchiesta sulla base della legge Cartabia, ma la Corte d'Appello ha deciso di mandare Cecere a processo. Il procedimento è iniziato a febbraio dello scorso anno.
Marco Soracco, presente in aula oggi, ha dichiarato ai giornalisti prima di entrare nel palazzo di giustizia: «Sono tranquillo.» Anna Lucia Cecere non ha mai partecipato ad alcuna udienza dall'inizio del processo, compresa quella odierna.
L'avvocato Andrea Vernazza, difensore di Soracco, ha criticato il rinvio a giudizio del suo cliente e ha attaccato i metodi investigativi della criminologa Antonella Delfino Pesce. Vernazza ha definito gran parte delle prove contro Soracco come «illazioni» e ha espresso dubbi sulle accuse rivolte al commercialista.
L'attesa della famiglia
I familiari di Nada Cella attendono da tre decenni una verità giudiziaria. La cugina Silvia Cella è presente in aula per ascoltare il verdetto, mentre l'anziana madre Silvana Smaniotto e la sorella Daniela aspettano a casa l'esito della sentenza.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).





