Pandoro-gate: il giudice di Milano proscioglie Chiara Ferragni

upday.com 2 godzin temu
Chiara Ferragni esce sorridente dal tribunale di Milano dopo la decisione di non luogo a procedere (Immagine simbolica) (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP via Getty Images) Getty Images

Il giudice Ilio Mannucci Pacini della Terza sezione penale del Tribunale di Milano ha disposto ieri pomeriggio il non luogo a procedere per Chiara Ferragni nel caso "Pandoro-gate". La decisione chiude il procedimento per truffa aggravata che aveva coinvolto l'influencer e imprenditrice con 30 milioni di follower, accusata di campagne pubblicitarie ingannevoli legate alla vendita di pandoro Balocco e uova di Pasqua Dolci Preziosi. Il giudice ha prosciolto anche i co-imputati Fabio Damato, ex braccio destro di Ferragni, e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia.

La decisione si basa sul mancato riconoscimento dell'aggravante di "minorata difesa dei consumatori o utenti online", che avrebbe reso il reato perseguibile d'ufficio. Dopo il ritiro della denuncia da parte di Codacons circa un anno fa, a seguito di un accordo transattivo, la Procura ha riqualificato il reato come truffa semplice. Questa fattispecie richiede una querela di parte per procedere. In assenza di tale querela, il giudice ha dichiarato estinto il reato.

Le accuse originali

L'inchiesta, condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, riguardava presunte campagne pubblicitarie ingannevoli realizzate tra il 2021 e il 2022. Secondo l'accusa, Ferragni avrebbe pubblicato sui social messaggi che facevano credere ai consumatori che parte dei proventi dalla vendita dei prodotti sarebbe stata destinata a progetti benefici.

La Procura aveva contestato presunti profitti illeciti per circa 2,2 milioni di euro e aveva chiesto una condanna a un anno e otto mesi senza attenuanti per l'influencer. I pubblici ministeri Eugenio Fusco e Christian Barilli sostenevano che Ferragni e Damato avessero avuto un "ruolo preminente" nelle campagne, con "grande diffusività" grazie alla fiducia dei suoi follower.

Le reazioni alla sentenza

Gli avvocati di Ferragni, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, hanno espresso soddisfazione per la decisione. «Siamo contenti. È accaduto quel che doveva accadere», ha dichiarato Iannaccone dopo la lettura del dispositivo. L'avvocato ha aggiunto: «Chiara è stata ammirevole e deve essere un esempio per tutti [...]. È stata rispettosa prima nei confronti dell'autorità garante e poi dell'autorità giudiziaria, nei confronti della quale si è comportata con trasparenza e ha avuto giustizia. Perché nel nostro Paese giustizia c'è, eccome».

Marcello Bana ha sottolineato: «Siamo contenti di essere riusciti a fare assolvere Chiara dopo una battaglia durata due anni su un qualcosa che probabilmente non doveva nemmeno nascere». La difesa aveva sostenuto che non ci fosse stato "alcun dolo", argomentando che si trattasse di pubblicità ingannevole dovuta a errori di comunicazione, non di truffa.

La posizione della parte civile

Aniello Chianese, legale della Casa del consumatore, unica parte civile rimasta nel processo, ha espresso una visione differente. «Purtroppo il mancato riconoscimento dell'aggravante ha determinato il non luogo a procedere, avendo i pochi consumatori in possesso di titoli di acquisto trovato un accordo transattivo. Non è una sentenza di assoluzione», ha precisato il legale.

Ferragni aveva già chiuso la vicenda sul fronte amministrativo, versando circa 3,4 milioni di euro tra risarcimenti e donazioni. Il caso aveva scosso circa due anni fa il mondo dell'influencer marketing in Italia.

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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