Protesta contro Mercosur a Strasburgo: solo 3% dei cibi importati controllati

upday.com 2 godzin temu
Agricoltori europei marciano verso il Parlamento europeo a Strasburgo contro l'accordo Mercosur (Immagine simbolica) (Photo by NICOLAS TUCAT / AFP via Getty Images) Getty Images

Oltre mille agricoltori italiani hanno manifestato ieri a Strasburgo contro l'accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur. La protesta, guidata da Coldiretti e Fnsea francese, è arrivata alla vigilia di una decisione cruciale del Parlamento europeo sull'intesa commerciale.

Gli agricoltori accusano la Commissione europea di tradire la sovranità alimentare del continente. Coldiretti ha lanciato un messaggio chiaro davanti alle istituzioni Ue: «Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori.» Le associazioni chiedono che qualsiasi Paese voglia esportare in Europa rispetti le stesse regole imposte ai produttori comunitari.

Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, che ha guidato la delegazione insieme al segretario generale Vincenzo Gesmundo, ha dichiarato durante la manifestazione: «La nostra protesta ha l'obiettivo di chiedere più trasparenza nell'interesse delle imprese agricole e dei cittadini consumatori.» Ha aggiunto: «I cibi importati devono rispettare le stesse regole produttive richieste alle nostre imprese.»

I controlli insufficienti

Coldiretti denuncia che solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere europee. L'associazione attacca duramente la gestione di Ursula von der Leyen: «La deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula von der Leyen sta uccidendo l'agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente.» Secondo Coldiretti, la Commissione «ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo».

Gli agricoltori descrivono il settore come «un laboratorio ideologico gestito da tecnocrati che ignorano i territori produttivi, scaricano costi e vincoli sulle imprese e spalancano i mercati alla concorrenza sleale globale». Denunciano inoltre «cento giorni di lavoro sottratti ogni anno per obblighi inutili».

Due visioni opposte

Anche Cia-Agricoltori Italiani, presente alla mobilitazione, ha ribadito la propria posizione. Il presidente Cristiano Fini ha affermato: «Senza reciprocità piena e controlli serrati non c'è accordo che tenga.» Coldiretti definisce l'accordo Mercosur «l'emblema delle follie della Commissione» e chiede l'abolizione «dell'inganno del codice doganale dell'ultima trasformazione».

La visione industriale è opposta. Confindustria Varese spinge per l'approvazione immediata dell'intesa. Il presidente Luigi Galdabini ha avvertito: «Un voto contro il Mercosur sarebbe un voto contro l'industria», con ricadute negative su crescita, occupazione ed export nelle aree manifatturiere come il Varesotto.

Il Parlamento europeo deve ora decidere se congelare l'accordo o rinviarlo alla Corte di Giustizia. Prandini ha avvertito che la protesta «continuerà finché non otterremo chiarezza e trasparenza dalla Commissione Ue».

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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