Elly Schlein ha lanciato un attacco frontale al governo Meloni durante la sua campagna per il "No" al referendum sulla riforma della giustizia. La segretaria del Pd, intervistata da La Stampa il 13 febbraio in Sicilia, ha accusato la premier di politicizzare la magistratura e di usare la riforma per controllare la giustizia. Schlein ha respinto con forza i modelli politici di Orban e Trump per l'Italia.
«Questa riforma non migliora il funzionamento della giustizia ne' serve alla separazione delle carriere, che c'e' gia'», ha dichiarato Schlein a La Stampa. «Serve a chi sta al potere e vuole avere la giustizia al suo servizio, per sfuggire a ogni controllo. Non vogliamo in Italia ne' il modello Orban ne' quello Trump. Siamo affezionati alla nostra Costituzione».
La leader del Pd ha ribaltato le accuse di politicizzazione del referendum. «A politicizzare non sono io, ma Meloni, che ogni giorno trova un motivo per attaccare i magistrati», ha affermato. «Cerca di dare la colpa ai giudici, mentre la colpa e' loro, che non sono capaci a scrivere le leggi e hanno fallito su tutta la linea, dalle bollette piu' care d'Europa alle liste d'attesa nella sanita'».
La posizione del centrodestra
Antonella Giglioli, avvocato e responsabile del dipartimento giustizia di FdI Reggio, ha difeso la posizione del "Sì". In risposta all'avvocato Bonazzi, Giglioli ha sostenuto che il voto favorevole non è una questione di destra o sinistra, citando il sostegno della sinistra libertaria, laica ed europea del Comitato Vassalli.
«Non è assolutamente vero che chi voterà sì al prossimo referendum costituzionale, lo faccia perchè di destra», ha dichiarato Giglioli. Ha sottolineato che la riforma completa il Codice di Procedura Penale del 1989, che prende il nome dal ministro Giuliano Vassalli. Comitati per il Sì stanno nascendo in tutta la provincia per offrire informazioni fattuali.
Tensioni nella maggioranza
Schlein ha anche chiesto chiarezza sul ruolo del gruppo di Vannacci nella maggioranza. «Meloni deve chiarire se il gruppo di Vannacci e' o no in maggioranza», ha detto a La Stampa. «A sentire i loro toni, si direbbe di no, poi pero' votano la fiducia. Non ci puo' essere ambiguita'».
La segretaria del Pd si è detta fiduciosa per le prossime elezioni. «Noi vinceremo le elezioni senza bisogno di alcun contributo da destra, anche perche' le divisioni della maggioranza, in particolare in politica estera, non nascono certo adesso con Vannacci», ha spiegato.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).










