L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato il 16 gennaio due indagini contro Activision Blizzard del gruppo Microsoft. L'Autorità accusa i videogiochi «Diablo Immortal» e «Call of Duty Mobile» di pratiche commerciali ingannevoli e aggressive che violano i diritti contrattuali dei consumatori.
Le indagini riguardano il modello «free to play» dei due giochi. Pur presentandosi come gratuiti, entrambi i titoli incorporano acquisti in-game che secondo l'Autorità potrebbero ingannare i giocatori. L'accusa principale riguarda l'uso di un design manipolativo dell'interfaccia.
Le accuse dell'Autorità
I giochi espongono i giocatori a sollecitazioni ripetute attraverso messaggi in-app e notifiche push, sia durante che fuori dalle sessioni di gioco. Questi inviti pressanti spingono all'acquisto di contenuti premium o a durata limitata. L'Autorità contesta anche la mancanza di chiarezza sul valore reale delle valute virtuali e la vendita di moneta di gioco in quantità predeterminate tramite bundle.
Il settore dei videogiochi «free to play» è sensibile ai rischi che i giocatori possano sviluppare dipendenza dal gioco. L'Autorità contesta pratiche che riguardano anche giocatori minorenni, una fascia vulnerabile.
L'Autorità ritiene che queste operazioni contraddicano le normative sulla protezione dei consumatori e gli standard richiesti in un settore così sensibile.
I rischi per i giocatori
Le pratiche sotto esame potrebbero indurre i giocatori, compresi i minori, a spendere somme significative. Questo avverrebbe senza piena consapevolezza e potenzialmente oltre quanto necessario per la progressione nel gioco.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).





