Gli specialisti dell'ospedale Bambino Gesù di Roma hanno valutato che il bambino di due anni, sottoposto a dicembre a un trapianto con un organo danneggiato, si trova in condizioni troppo critiche per un nuovo trapianto di cuore. La valutazione introduce un elemento di grave preoccupazione nel caso che da quasi due mesi tiene in ansia la famiglia e l'équipe medica.
La posizione del Bambino Gesù contraddice quella dell'ospedale Monaldi di Napoli, dove il piccolo è attualmente ricoverato. Il Monaldi mantiene il bambino nella lista d'attesa per il trapianto, basandosi sulla valutazione del medico curante che ritiene ancora esistenti le condizioni cliniche per tentare un nuovo intervento.
Il bambino sopravvive in coma farmacologico, supportato da una macchina Ecmo che sostiene le funzioni cardiache e polmonari. Gli altri organi stanno progressivamente peggiorando. Il primo trapianto con l'organo danneggiato era stato eseguito il 23 dicembre presso l'ospedale Monaldi. Un'équipe multidisciplinare si riunirà lunedì per valutare la situazione.
Le posizioni della famiglia
Patrizia Mercolino, la madre del bambino, ha espresso forte determinazione per la guarigione del figlio. L'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha dichiarato che lo stesso medico del primo intervento, che risulta tra gli indagati, non dovrebbe eseguire un eventuale secondo trapianto.
La ricerca di un nuovo cuore compatibile prosegue in Italia e all'estero, mentre le condizioni del piccolo paziente rendono sempre più difficile un nuovo intervento.
Il sistema dei trapianti in Italia
Il dottor Federico Genzano Besso, direttore del Centro Regionale Trapianti del Piemonte, ha fornito dati sul sistema trapiantologico italiano. Nel 2024 sono stati eseguiti 413 trapianti di cuore tra gli adulti e 32 in età pediatrica, da zero a 18 anni. In lista d'attesa si trovano attualmente 728 pazienti adulti e 48 pediatrici.
«Tre anni e quattro mesi» è il tempo medio di attesa per un cuore, ha spiegato Genzano Besso. L'assegnazione degli organi avviene «in base a programmi nazionali d'urgenza, codificata secondo il tipo di patologia, la sintomatologia e la terapia. In sostanza, in base alla gravità delle condizioni del paziente: l'organo viene poi assegnato a chi ha il "match" giusto per caratteristiche genetiche e dimensioni dell'organo».
Sugli incidenti nei trapianti, il direttore ha precisato: «Sono assolutamente rari. Dal momento in cui, nel 2007, ci si è resi conto che si poteva sbagliare molto - c'erano stati contagi da virus Hiv a Careggi -, tutto quello che accade viene controllato attentamente sotto il profilo della correzione di reazioni e eventi avversi».
«Sì, possono provocare questa reazione e alimentare diffidenza e sospetti, dopodiché bisogna che la fiducia abbia la meglio», ha aggiunto riguardo all'impatto degli incidenti sulla fiducia nelle donazioni. Ha evidenziato come il rifiuto alla donazione aumenti nelle fasce d'età 18-30 anni e over 60, con la scarsa informazione come problema trasversale a tutte le età.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).








