Nemi Di Segni, Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei), ha denunciato «[...] un terremoto umano, morale» e il ritorno dell'antisemitismo. Nel suo intervento al Quirinale il 27 gennaio, durante l'apertura delle celebrazioni del Giorno della Memoria, ha parlato di «[...] un crollo del sapere e del rigore metodologico e scientifico» nel contrastare questa minaccia.
Di Segni ha tracciato un inquietante parallelo storico: «Un dirupo sul quale si è giunti nuovamente dopo novant'anni dal varo delle leggi razziali a Norimberga nel '35, di processi avviati 80 anni fa oggi celebrati sommariamente contro ogni sopravvissuto ed ebreo». La presidente ha sottolineato come, a distanza di decenni dalle tragedie del Novecento, il clima di odio antiebraico stia riemergendo con forza.
Attacchi concreti
Di Segni ha descritto anche episodi concreti di violenza e intolleranza: «Vediamo sassi di pietra vera lanciati contro ebrei e luoghi ebraici, pietre di inciampo calpestate e offese alla memoria che ci lasciano impietriti e sgomenti». Le parole della presidente fotografano una situazione allarmante, in cui l'antisemitismo produce atti di vandalismo e aggressioni fisiche.
L'intervento al Quirinale segna l'avvio ufficiale delle commemorazioni per il Giorno della Memoria. La ricorrenza assume quest'anno un significato particolare alla luce del ritorno sempre più forte dell'odio antiebraico che denuncia la Presidente dell'Ucei.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).







