Durante il dibattito in Senato: operaio muore all'ex Ilva di Taranto

upday.com 2 godzin temu
Un lavoratore perde la vita nell'ex Ilva mentre il Senato esamina il decreto (Immagine simbolica - Generata da IA) AI Generated Stock Image

Un lavoratore, Claudio Salamida, ha perso la vita nello stabilimento ex Ilva di Taranto il 13 gennaio, proprio mentre il Senato esaminava un decreto legge sull'impianto. La tragedia ha scatenato un duro scontro politico in aula e ha portato alla proclamazione di uno sciopero immediato da parte dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.

Il senatore Andrea Martella (Pd) ha denunciato l'accaduto durante l'intervento in aula: «Nelle stesse ore in cui esaminiamo questo dl, Claudio Salamida ha perso la vita nello stabilimento di Taranto. È una tragedia che ci colpisce profondamente e che impone rispetto, responsabilità e verità.» Il parlamentare ha espresso cordoglio alla famiglia del lavoratore e sostegno agli scioperanti.

Emendamenti sulla sicurezza bocciati

Martella ha criticato duramente il governo per aver respinto tutti gli emendamenti del Pd volti a rafforzare la sicurezza degli impianti e dei lavoratori. «La sicurezza sul lavoro non è una variabile negoziabile, soprattutto in uno stabilimento che vive da anni in condizioni di precarietà produttiva, manutentiva e gestionale», ha dichiarato il senatore.

Il parlamentare ha sottolineato che questo è il quarto decreto legge del governo sull'ex Ilva in un solo anno. «Un susseguirsi di interventi emergenziali che non hanno risolto, ma rinviato, i nodi strutturali della crisi», ha affermato Martella. «Anche questo dl non disegna il futuro, ma tenta di evitare il collasso nel presente.»

La difesa del governo

Il senatore Luca De Carlo (Fratelli d'Italia), presidente della Commissione Industria a Palazzo Madama, ha difeso il decreto legge. Ha spiegato che l'Ilva attualmente produce solo 1,5 milioni di tonnellate di acciaio, quando ne servirebbero 4 milioni per raggiungere la redditività. «L'ex Ilva oggi genera perdite e siamo costretti ad importare acciaio da nazioni come il Vietnam che tutto fanno meno che rispettare l'ambiente», ha dichiarato De Carlo in aula.

Il senatore ha sottolineato l'importanza dello stabilimento, che garantisce la produzione dell'85% dell'acciaio in Italia. «Dobbiamo tuttavia scongiurare la chiusura degli impianti perché la chiusura sarebbe una catastrofe», ha affermato, precisando che l'obiettivo è «dare una prospettiva ad un sito produttivo».

Proposte respinte

Martella ha elencato le proposte del Pd bocciate: rafforzamento delle garanzie occupazionali, continuità degli ammortizzatori sociali, sostegno strutturale all'indotto, vincolo dei finanziamenti pubblici a un cronoprogramma sulla decarbonizzazione, rafforzamento del ruolo pubblico nella governance e obblighi di trasparenza al Parlamento. «Si continua a procedere per prestiti, proroghe, rinvii, mentre il tempo passa e la crisi si aggrava», ha concluso il senatore, definendo il decreto «non all'altezza della sfida».

Il parlamentare ha ribadito che Taranto e i lavoratori «non possono più vivere nell'incertezza permanente».

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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