La Russia ha intensificato gli attacchi sull'Ucraina dopo la scadenza della tregua temporanea sulle infrastrutture energetiche, avvenuta il 1° febbraio. Tra i raid più gravi, droni russi hanno colpito un autobus che trasportava minatori nel distretto di Pavlohrad, causando numerose vittime. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato l'escalation mentre si avvicinano gli incontri trilaterali per la pace, previsti il 4 e 5 febbraio ad Abu Dhabi.
Zelensky ha riferito all'agenzia AGI il bilancio degli attacchi dopo un incontro con i funzionari delle regioni più colpite. «A Ternivka, nel distretto di Pavlohrad, un autobus con a bordo dei minatori è stato colpito da droni russi. Purtroppo ci sono molte vittime», ha dichiarato il presidente. Durante la notte tra sabato e domenica, la Russia aveva lanciato 90 droni, di cui 14 hanno colpito 9 località, causando 2 morti a Dnipro e 3 feriti in un reparto di maternità a Zaporizhzhia.
Blackout e infrastrutture sotto attacco
Le forze russe hanno preso di mira anche le reti elettriche e ferroviarie in diverse regioni. «A Nikopol e Marhanets ci sono state interruzioni di corrente a causa dei raid di droni sulle linee elettriche. Vi sono stati attacchi anche alla logistica, alla ferrovia nella regione di Dnipro. Anche oggi a Konotop, nella regione di Sumy, i russi hanno colpito le infrastrutture ferroviarie», ha spiegato Zelensky all'AGI.
La situazione a Kiev rimane critica. «Ogni giorno nella regione di Kiev vengono distribuiti circa cinquemila kit termici. La situazione del riscaldamento a Kiev continua a essere estremamente difficile. Più di 500 condomini sono senza riscaldamento», ha aggiunto il presidente. Il 31 gennaio, circa 400 edifici residenziali nella capitale erano ancora privi di riscaldamento, mentre la città affronta un'ondata di freddo eccezionale che dura da giorni.
Da tregua a escalation
La tregua sulle infrastrutture energetiche era stata concordata dopo una richiesta diretta di Donald Trump a Vladimir Putin di fermare i bombardamenti su Kiev e altre città ucraine a causa del freddo estremo. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva confermato il 30 gennaio che Putin aveva accettato la richiesta per ragioni umanitarie, sospendendo gli attacchi fino al 1° febbraio. Zelensky aveva però avvertito che non si trattava di un cessate il fuoco generale e aveva denunciato uno «spostamento del tiro» russo verso altri obiettivi.
«Le regioni di Chernihiv, Kherson e Zaporizhzhia sono state oggetto di numerosi bombardamenti cui deve essere data una risposta, sia militare sia diplomatica», ha avvertito Zelensky all'AGI. Il presidente ha poi annunciato: «Sono state fissate le date per i prossimi incontri trilaterali: il 4 e 5 febbraio ad Abu Dhabi. L'Ucraina è pronta per una discussione sostanziale e siamo interessati a garantire che l'esito ci avvicini a una fine reale e dignitosa della guerra».
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).







