Il governo ha definito un piano organico per sostenere il ceto medio italiano, colpito negli ultimi anni da inflazione, stagnazione salariale e aumento del costo del credito. La strategia si articola su tre pilastri: casa, tasse e salari per rafforzare il potere d'acquisto delle famiglie.
La manovra punta a dare respiro immediato ai redditi senza compromettere gli obiettivi di finanza pubblica richiesti dall'Europa. La premier Giorgia Meloni (FdI) ha ribadito la volontà di «restituire centralità al ceto medio».
Taglio dell'Irpef per i redditi medi
Il capitolo più rilevante riguarda la riduzione dell'aliquota Irpef intermedia dal 35% al 33% per redditi fino a 60 mila euro lordi. La misura intercetta la fascia più ampia del ceto medio con risparmi significativi per le famiglie.
Chi guadagna 60 mila euro risparmierebbe fino a 1.440 euro l'anno, mentre per un reddito di 50 mila euro il beneficio si aggira sui 440 euro annui. Il costo per lo Stato è stimato tra i 3 e i 4 miliardi di euro, come confermano Il Sole 24 Ore e altri media.
Piano casa per le giovani coppie
L'esecutivo intende lanciare un programma per la prima abitazione a prezzi calmierati, con priorità alle giovani coppie. L'obiettivo è facilitare l'accesso alla casa in un mercato segnato da rincari e scarsità di offerta.
Il progetto prevede una forte componente di partenariato pubblico-privato per incentivare anche natalità e stabilità sociale. Secondo Il Messaggero, attualmente 10 milioni di famiglie italiane non possono permettersi un'abitazione nelle principali città con i redditi attuali.
Interventi sui salari e cuneo fiscale
Sul fronte del lavoro, l'esecutivo punta a alleggerire il cuneo fiscale e rafforzare i contratti collettivi. Le misure prevedono la detassazione di premi di produzione e straordinari, oltre a minimi salariali più robusti.
L'obiettivo è «blindare» i salari reali contrastando i contratti pirata ed estendendo i meccanismi di adeguamento automatico all'inflazione già in vigore in alcuni settori industriali. Il Corriere evidenzia come i costi energetici italiani restino significativamente più alti rispetto ai competitor europei, con l'elettricità a 109 euro/MWh contro i 58 euro della Francia.
Le coperture e il contributo delle banche
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha definito il piano «sostenibile solo attraverso una revisione attenta della spesa». Il settore bancario dovrebbe contribuire al finanziamento attraverso meccanismi già esistenti e potenziali nuove misure.
La Stampa riporta che il settore bancario ha generato 46 miliardi di euro di profitti durante il 2024. Il Messaggero indica la disponibilità di un pacchetto di finanziamenti da 15 miliardi di euro da fonti europee e nazionali per le iniziative abitative.
L'equilibrio tra stimolo e sostenibilità
Il pacchetto si inserisce in un quadro di finanza pubblica complesso, con Bruxelles che chiede rigore sui conti e riduzione graduale del debito. L'equilibrio tra stimolo alla domanda interna e sostenibilità fiscale rappresenta il vero banco di prova per l'esecutivo.
La sfida è duplice: offrire sollievo immediato al ceto medio mantenendo il percorso di consolidamento richiesto dall'Europa in un contesto di alta pressione sociale ed economica.
Fonti utilizzate: "AGI", "Il Sole 24 Ore", "Corriere", "Il Messaggero", "La Stampa"
Nota: Questo articolo è stato modificato con l'aiuto dell'Intelligenza Artificiale.