Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha respinto le accuse di repressione violenta contro i manifestanti anti-caro vita. Secondo quanto riportato dall'agenzia AGI, il capo della diplomazia di Teheran ha attribuito la violenza durante le proteste, ora al sedicesimo giorno, a «elementi armati infiltrati» e ha sostenuto che le forze di sicurezza abbiano gestito le manifestazioni in modo pacifico.
Araghchi respinge le accuse mentre diverse parti accusano il regime iraniano di usare le armi per reprimere le proteste. Il ministro ha spiegato che i commercianti hanno iniziato le manifestazioni in modo pacifico, ma ha affermato che la situazione è cambiata dal primo gennaio.
«Dal 1 gennaio si sono aggiunti altri elementi e sono iniziate le proteste accompagnate da violenza. Le forze di sicurezza hanno gestito le manifestazioni in modo pacifico», ha dichiarato Araghchi. Il ministro ha insistito che «elementi armati infiltrati che hanno aperto il fuoco» durante le proteste.
Accuse di repressione
Araghchi ha giustificato quella che critici definiscono una dura repressione da parte del regime, sostenendo che «elementi armati hanno preso parte alle manifestazioni e hanno aperto il fuoco sia contro le forze di sicurezza che contro i manifestanti». Le sue affermazioni contraddicono le accuse rivolte al regime iraniano sulla gestione violenta delle proteste anti-caro vita.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).


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