423 giorni in carcere: Venezuela libera Trentini e Burlò, tornano oggi

upday.com 4 godzin temu
Il governo italiano ottiene la liberazione di Trentini e Burlò dal Venezuela (Immagine simbolica - Generata da IA) AI Generated Stock Image

Il governo italiano ha ottenuto la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò dal Venezuela. I due cittadini italiani sono arrivati questa mattina verso le 4 all'ambasciata italiana a Caracas, in buone condizioni. Un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa.

La svolta è arrivata ieri sera intorno alle 20, quando il ministro degli Esteri venezuelano ha chiamato Antonio Tajani per annunciare la decisione della presidente Rodriguez. Il ministro degli Esteri italiano ha spiegato in collegamento con RTL 102.5: «È stato un lavoro discreto condotto da tutto il sistema Italia, per cercare di riportare in libertà il maggior numero di nostri connazionali detenuti in Venezuela. La svolta c'è stata con la decisione della presidente Rodriguez di aprire le porte ai detenuti politici per un cambio di passo nei rapporti tra il Venezuela e gli altri Paesi.»

Trentini, 46 anni, lavorava come operatore umanitario per l'ONG Humanity & Inclusion. Il suo incubo è iniziato il 15, quando venne arrestato a un checkpoint mentre era diretto a Guasdualito per distribuire aiuti umanitari. Per oltre due mesi la famiglia non ha avuto notizie. Il primo contatto telefonico dal carcere è avvenuto dopo 181 giorni, il 16 maggio, grazie alle intense pressioni diplomatiche. In totale, Trentini ha trascorso 423 giorni in detenzione.

Condizioni nel carcere di Rodeo

L'attivista colombiano per i diritti umani Iván Colmenares García, detenuto con Trentini nel carcere di Rodeo a 30 chilometri da Caracas e rilasciato il 24 ottobre, ha descritto a la Repubblica le condizioni dei due italiani: «Quando è arrivato, Alberto era sconvolto. Io e lui avevamo attacchi di ansia, per cui il servizio infermeria ci dava delle pillole di Sertralina.» L'antidepressivo era l'unica forma di supporto medico disponibile.

Colmenares García ha continuato: «Mario è più bilanciato, riusciva a rimanere calmo.» Ma ha anche rivelato: «è dimagrito 30 chili.» Su Trentini ha aggiunto: «è dimagrito, cammina su e giù lungo quei sei passi accanto al letto. Sono provati.»

Reazioni politiche

La senatrice di Fratelli d'Italia Cinzia Pellegrino, capogruppo FdI nella Commissione straordinaria per i Diritti Umani, ha dichiarato all'AGI: «La decisione di rilasciare il cooperante Alberto Trentini e l'imprenditore Mario Burlò da parte del governo di Delcy Rodriguez è una notizia che accogliamo con grande sollievo. La libertà dei nostri connazionali è una gioia che va oltre le appartenenze. Il Governo Meloni ha sempre lavorato, con ogni strumento a sua disposizione e grande riserbo a tutela delle trattative, per ottenere il loro rilascio.»

Pellegrino ha sottolineato: «Adesso non è il tempo delle polemiche, perché vi è la necessità di avere una voce univoca come Nazione contro i regimi sanguinari che non si fanno scrupolo di incarcerare anche gli italiani, in molti casi senza nemmeno formalizzare le accuse.»

Il ministro Tajani ha definito la liberazione su RaiNews24 «grande lavoro della nostra diplomazia, un successo del governo che ha saputo interloquire e cogliere il cambiamento che c'è stato in Venezuela.» Il governo aveva precedentemente affrontato critiche di immobilismo riguardo ai detenuti.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha contattato la madre di Trentini già il 12 aprile per rassicurarla. Tajani ha confermato di aver parlato con entrambi i liberati: «sono in buone condizioni, molto contenti e soddisfatti.» Potranno presto riabbracciare i parenti e gli amici.

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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