Oggi si tengono i funerali di cinque delle sei vittime italiane dell'incendio al bar Le Constellation di Crans-Montana. Nel frattempo, il sindaco Nicolas Féraud ha ammesso uno scandalo che aggrava ulteriormente la tragedia: il locale non è stato sottoposto a controlli di sicurezza dal 2020 al 2025, nonostante la legge del Canton Vallese preveda ispezioni annuali obbligatorie.
L'incendio nella notte di Capodanno ha causato 40 morti e 116 feriti nella località sciistica svizzera. Tra le vittime, sei giovani italiani. Venerdì è prevista una commemorazione con la partecipazione dei presidenti Macron e Mattarella.
L'ammissione del sindaco
Féraud ha rivelato i dettagli durante una conferenza stampa al centro congressi "Le Régent", lo stesso luogo dove i genitori avevano atteso disperatamente notizie dei propri figli dopo la tragedia. Il sindaco ha ammesso: «Siamo terribilmente dispiaciuti. Al momento non abbiamo una spiegazione per questo, la magistratura chiarirà tutto.»
Il locale aveva ricevuto ispezioni nel 2016, 2018 e 2019, tutte con esito positivo. Poi il silenzio: cinque anni senza controlli annuali, nonostante gli ispettori municipali abbiano effettuato 1.430 verifiche antincendio nel 2025, di cui 40 in locali pubblici. Le uniche verifiche al Le Constellation in questo periodo hanno riguardato solo il rumore, pochi mesi prima dell'incendio.
Féraud ha rifiutato le dimissioni, dichiarando: «Non è nel mezzo della tempesta che si abbandona la nave.» Il sindaco ha escluso ipotesi di corruzione: «Non è assolutamente così e per quanto ne so, gli ispettori non conoscevano i proprietari dei bar, né c'erano legami personali.»
Gestori liberi: polemica legale
Jacques e Jessica Moretti, gestori francesi del bar, sono sotto inchiesta penale da sabato scorso per omicidio colposo, lesioni e incendio doloso. Nonostante l'indagine, rimangono in libertà, scatenando la protesta degli avvocati delle vittime.
Sébastien Fanti ha espresso preoccupazione a Rts: «Per me, è un rischio aver lasciato i gestori del Costellation, i coniugi Moretti, in libertà. Immaginate cosa succederebbe per le vittime se queste persone lasciassero la Svizzera e non si potesse avere il processo che è dovuto ai genitori e alle famiglie delle vittime.»
La procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud ha difeso la decisione: «In questa fase, non ci sono indicazioni di un rischio di fuga, di collusione o recidiva. Ma la situazione viene valutata costantemente.»
I Moretti hanno rilasciato la loro prima dichiarazione pubblica: «Siamo devastati e sopraffatti dal dolore» e hanno promesso «piena collaborazione» con gli investigatori. «Le parole non possono descrivere adeguatamente la tragedia che si è consumata quella notte al Le Constellation», hanno aggiunto.
Reazioni e misure di sicurezza
L'avvocato Romain Jordan ha definito «sconcertante» la quantità di mancanze nei controlli e ha chiesto l'apertura di un'inchiesta contro il Comune. Si è detto inoltre «scioccato» dall'esclusione degli avvocati delle vittime dalle audizioni dei testimoni, mentre quelli degli indagati possono partecipare. Pilloud ha giustificato la scelta «nell'interesse della rapidità del procedimento e per evitare fughe di notizie dato il carattere mediatico del dossier.»
Il Consiglio di Stato di Ginevra ha reagito rapidamente alla tragedia, decidendo di rafforzare i controlli negli stabilimenti pubblici del cantone. In un comunicato stampa, ha sottolineato il proprio quadro normativo «rigoroso e solido» e ha inviato una circolare agli esercizi soggetti alla legge sulla ristorazione.
Stéphane Ganzer, consigliere di Stato del Canton Vallese con delega alla Sicurezza, ha espresso rabbia per le omissioni: «I test sui materiali, soprattutto su schiume, sono una parte fondamentale delle ispezioni. Sono più che scioccato. Sono arrabbiato.» La schiuma fonoassorbente sul soffitto del locale, installata per ridurre il rumore, è sospettata di aver facilitato la propagazione delle fiamme.
Aggressioni ai giornalisti
Tre troupe della Rai e alcuni giornalisti stranieri sono stati aggrediti a Crans-Montana da persone vicine ai gestori del bar. È intervenuto il ministro Antonio Tajani, dichiarando che «in nessun modo atti di violenza o intimidazione contro la stampa» devono essere tollerati.
La Procura del Canton Vallese ha costituito un pool di quattro magistrati per gestire l'inchiesta. Anche la Procura di Parigi ha aperto un'indagine parallela per assistere i cittadini francesi coinvolti nella tragedia.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).




