Perché un test antidroga positivo non basta più per perdere la patente

upday.com 6 godzin temu
La Corte costituzionale boccia la tolleranza zero sulla guida in stato di alterazione (Immagine simbolica - Generata da IA) AI Generated Stock Image

La Corte costituzionale ha bocciato la "tolleranza zero" sulla guida sotto effetto di droga. Con la sentenza n. 10 del 2026, depositata oggi, i giudici hanno stabilito che il semplice test positivo non basta per punire un automobilista: serve la prova scientifica che la sostanza assunta crei un pericolo concreto per la sicurezza stradale. La decisione ridefinisce l'applicazione della riforma del Codice della Strada del 2024, che prevedeva sanzioni automatiche già in caso di consumo.

La riforma del 2024 aveva introdotto un criterio rigido: bastava aver "assunto" sostanze per essere puniti, senza dover dimostrare uno "stato di alterazione psico-fisica". Lo slogan era chiaro: "Lucido o lucido no, ti ritiro la patente". Le pene previste includevano multe da 1.500 a 6.000 euro, arresto fino a un anno, sospensione della patente da uno a due anni e decurtazione di dieci punti. In caso di recidiva entro tre anni, scattava la revoca immediata della patente con divieto di ottenerne una nuova per tre-cinque anni.

Il nuovo criterio: dalla biologia al pericolo

La Corte costituzionale ha stabilito che il reato non è più un "fatto puramente biologico", ma un "comportamento pericoloso" ancorato al rischio concreto. Le forze dell'ordine devono ora accertare scientificamente se la quantità e la concentrazione della sostanza nel corpo siano in grado di compromettere le capacità di guida di un consumatore medio, mettendo a rischio il controllo del veicolo e la circolazione.

Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e referente Anci per la viabilità, ha spiegato le implicazioni tecniche: «Tornano centrali soglie, matrici biologiche, tempi di assorbimento e smaltimento, tossicologia e letteratura scientifica».

Effetti sui processi in corso

La sentenza ha effetti immediati sui procedimenti legali in corso. Le difese possono ora contestare che una traccia positiva non fosse scientificamente sufficiente a compromettere la guida. Il messaggio della Corte ai giudici è chiaro: condannare senza verificare il pericolo concreto viola la Costituzione.

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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