La deputata Francesca Ghirra e la senatrice Ilaria Cucchi dell'Alleanza Verdi e Sinistra hanno attaccato duramente la proposta della presidente Giulia Bongiorno sulla violenza sessuale. La riformulazione "solo un no è un no" porterebbe all'impunità in molti casi, sostengono le esponenti di Avs. Al centro dello scontro politico c'è la legge sul consenso libero e attuale, che la destra starebbe bloccando.
Ghirra ha definito la proposta «rivoltante». Ha dichiarato: «La riformulazione proposta dalla presidente Bongiorno - solo un no è un no - equivale alla introduzione dell'impunità in molti casi di violenza sessuale. Le vittime dovranno dimostrare il loro dissenso, non varranno i lividi, non varrà la visita ginecologica.»
La critica si concentra sull'onere della prova. Secondo la formulazione di Bongiorno, le vittime dovrebbero dimostrare di aver espresso il proprio dissenso. Le prove fisiche come lividi o esami ginecologici non sarebbero più sufficienti.
Cucchi: «Torniamo al 'te la sei cercata'»
Anche la senatrice Ilaria Cucchi ha bocciato la proposta. Ha affermato: «La proposta della presidente Giulia Bongiorno non è accettabile. Per la Bongiorno, e la destra, chi subisce violenza ha l'onere di dimostrare perché non ha reagito o perché non ha detto un no abbastanza forte. Come se non bastasse la violenza subita.»
Cucchi ha sottolineato che il consenso non è interpretabile: «Il consenso a un rapporto sessuale c'è o non c'è, non è un'interpretazione da valutare caso per caso. Le leggi sulla violenza sessuale devono proteggere le vittime, non offrire nuovi possibili alibi agli aggressori. Sulla violenza sessuale non sono possibili mediazioni.»
L'accusa alla destra
La senatrice ha accusato la destra di opporsi alla legge sul consenso informato: «La legge sul consenso informato è una rivoluzione culturale e per questo la destra è contraria. Quella sul consenso libero e attuale è una legge di civiltà che cambia prospettiva e ribalta decenni di stereotipi che hanno colpevolizzato le donne, invece degli aggressori.»
Cucchi ha puntato il dito anche contro la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «La destra a parole difende le donne vittime di violenza poi alla prova dei fatti blocca l'approvazione di una legge che le tutela maggiormente. Siamo tornati al 'te la sei cercata'. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni su questa legge ci ha addirittura messo la faccia, e oggi l'ha persa.»
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).








