La Borsa di Milano è in forte calo il 20 gennaio, con il Ftse Mib che perde l'1,48% a 44.528 punti. A pesare sono le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia e la minaccia di nuovi dazi da parte del presidente Donald Trump.
La maggior parte dei titoli del listino principale registra perdite significative. Tra i blue chip, Tim cede il 2,68%, Stellantis l'1,64% e Leonardo l'1,70%. Le principali società energetiche soffrono: Enel perde l'1,93%, Eni lo 0,97%.
Sul fronte finanziario, Banco Bpm segna il ribasso più marcato con -2,95%. Intesa scende dell'1,97%, Generali dell'1,87%, mentre Unicredit limita le perdite allo 0,42%. Mediobanca e Mps cedono rispettivamente lo 0,26% e lo 0,49%. In controtendenza Amplifon (+2,27%) e Campari (+1,56%).
Spread e valute in movimento
Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi sale a 64 punti base, rispetto ai 63 della chiusura precedente. Il rendimento del decennale italiano cresce al 3,53%, dal 3,50% precedente.
Sul mercato valutario, l'euro si rafforza: guadagna lo 0,82% contro il dollaro a 1,1738 e lo 0,58% contro lo yen a 185,14. Il dollaro scende per il secondo giorno consecutivo, perdendo lo 0,23% sullo yen a 157,72.
La minaccia di Trump
Il presidente Donald Trump ha minacciato nuovi dazi contro i Paesi che hanno inviato soldati sull'isola artica della Groenlandia. Le dichiarazioni della Casa Bianca sul futuro della Groenlandia hanno scatenato un massiccio sell-off di azioni e titoli di Stato americani, alimentando l'instabilità sui mercati globali.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).




