Michele Albanese, giornalista sotto scorta per le sue inchieste sulla 'ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro, è morto. Il responsabile Informazione del Partito Democratico ed europarlamentare Sandro Ruotolo ha espresso cordoglio il 15 febbraio, ricordando il coraggio di un reporter che ha pagato un prezzo altissimo per raccontare ciò che molti preferivano non vedere. Albanese era uno dei 29 giornalisti attualmente sotto protezione dello Stato in Italia.
Ruotolo ha reso omaggio al lavoro del collega scomparso con una dichiarazione da Roma. «Michele Albanese era uno di quei giornalisti veri, giornalisti-giornalisti, che lavorano in silenzio nelle terre più difficili del Paese», ha affermato. La 'ndrangheta ha preso di mira il giornalista proprio per una sua inchiesta sul crimine organizzato nella zona di Gioia Tauro.
Una vita sotto protezione
Albanese era tra i primi giornalisti a essere protetti dallo Stato italiano. «Ha vissuto lontano dai riflettori, affrontando ogni giorno le difficoltà di chi continua a fare informazione libera in una piccola comunità, sotto tutela e sotto pressione», ha sottolineato Ruotolo. Il reporter ha lavorato costantemente nonostante le minacce e la necessità di vivere sotto scorta.
L'appello del Partito Democratico
Il responsabile Informazione del PD ha espresso la vicinanza della comunità del partito alla famiglia di Albanese e a chi gli ha voluto bene. «Il suo impegno per la legalità e per il diritto dei cittadini a essere informati è stato un punto di riferimento per tutti noi», ha dichiarato Ruotolo. Ha fatto appello: «Sta anche a noi, oggi, non disperdere il valore del suo lavoro e continuare la battaglia per la verità e la libertà di stampa.»
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).







