Il governo spagnolo guidato da Pedro Sanchez ha deciso di regolarizzare 500.000 migranti tramite decreto reale. La misura li rende legali su tutto il territorio dell'Unione Europea. L'esecutivo socialista ha adottato un "iter urgente" per evitare l'approvazione parlamentare, scatenando l'opposizione del Partido Popular.
I criteri stabiliscono che gli stranieri devono essere presenti in Spagna da almeno cinque mesi prima del 31 dicembre 2025 ed essere privi di precedenti penali in Europa. L'amnistia ha validità inizialmente annuale. I regolarizzati ottengono accesso immediato al lavoro in tutti i settori e ovunque in Spagna, oltre alla possibilità di ricongiungimento familiare per i figli minori.
L'opposizione del Partido Popular
Il Partido Popular ha annunciato che porterà la sua opposizione a livello europeo. Il leader Alberto Nunez Feijoo parteciperà questo fine settimana all'incontro del Partito Popolare Europeo a Zagabria, in Croazia. Fonti del Pp hanno dichiarato: «Ne parleremo e manifesteremo la nostra opposizione alla regolarizzazione, che è contraria al patto europeo sulle migrazioni.»
Il partito denuncia il rischio di un "effetto di richiamo" sui flussi migratori. La preoccupazione riguarda anche la sicurezza: i precedenti penali e giudiziari dei richiedenti nel loro paese d'origine non sono noti, e a volte non è nemmeno conosciuto il reale paese di provenienza. Questo rappresenta un potenziale rischio per la Spagna e per tutta l'Europa, secondo l'opposizione.
La decisione arriva mentre il governo della coalizione di minoranza Psoe-Sumar è in difficoltà nei sondaggi e risulta isolato in Europa. La ministra per l'Inclusione, la Sicurezza Sociale e le Migrazioni Elma Saiz, portavoce del governo, ha definito il processo come «iter urgente» per accelerare l'implementazione della misura.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).











