Trump minaccia Iran: un attacco «peggiore del giugno 2025» se non negozia sul nucleare

upday.com 3 godzin temu
La portaerei USS Abraham Lincoln torna al porto di San Diego dopo una missione in Medio Oriente (Immagine simbolica) (Photo by Kevin Carter/Getty Images) Getty Images

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato l'Iran con un attacco militare «molto peggiore» rispetto all'operazione del giugno 2025, se Teheran non accetterà di negoziare un accordo sul nucleare. La missione iraniana all'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha risposto avvertendo che il Paese reagirà «come mai prima d'ora» in caso di aggressione americana.

Trump ha pubblicato il suo ultimatum su Truth, esortando l'Iran a sedersi rapidamente al tavolo delle trattative. «Speriamo che l'Iran si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo giusto ed equo - NIENTE ARMI NUCLEARI - che sia vantaggioso per tutte le parti. Il tempo stringe, è davvero essenziale! Come ho già detto all'Iran una volta, FATE UN ACCORDO!», ha scritto il presidente americano.

Il leader statunitense ha fatto riferimento alla cosiddetta «Operazione Martello di Mezzanotte» del giugno 2025. Trump ha descritto l'operazione come una «massiccia distruzione dell'Iran». «Non l'hanno fatto e c'è stata 'l'Operazione Martello di Mezzanotte' (a giugno 2025, ndr), una massiccia distruzione dell'Iran. Il prossimo attacco sarà molto peggiore! Non fatelo accadere di nuovo», ha avvertito Trump.

La risposta di Teheran

La missione iraniana all'ONU ha replicato attraverso un messaggio su X, ribadendo la disponibilità al dialogo ma avvertendo di una reazione senza precedenti in caso di attacco. «L'Iran è pronto al dialogo basato sul rispetto e sugli interessi reciproci, ma se provocato, si difenderà e risponderà come mai prima d'ora», si legge nella dichiarazione ufficiale.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha intensificato i contatti diplomatici, tenendo conversazioni telefoniche separate con i suoi omologhi di Arabia Saudita, Qatar ed Egitto. Secondo l'agenzia iraniana Mehr, durante le chiamate i ministri hanno discusso le pericolose conseguenze di un'eventuale escalation delle tensioni, sottolineando la responsabilità condivisa e la necessità di sforzi congiunti per la stabilità e la sicurezza regionale.

Dispiegamento militare americano

Una grande flotta navale statunitense, guidata dalla portaerei USS Abraham Lincoln, si sta dirigendo verso il Medio Oriente. La nave, che si trovava nel Pacifico, è entrata nelle acque mediorientali ed è passata in «modalità invisibile» - un termine militare che indica l'invisibilità elettronica. Fonti hanno descritto la flotta come più grande di quella inviata in Venezuela prima della rimozione di Nicolás Maduro.

Fonti diplomatiche europee avevano anticipato una crisi nel fine settimana, mentre Israele ha espresso nervosismo riguardo alla portata di eventuali rappresaglie iraniane.

Le posizioni internazionali

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato durante un'audizione al Senato che «L'Iran è più debole che mai». Il cancelliere federale Friedrich Merz ha commentato sulla legittimità del regime iraniano, affermando: «Un regime che può mantenersi al potere solo con la forza bruta e il terrore contro la propria popolazione ha i giorni contati».

Merz ha aggiunto che «potrebbero essere settimane, ma questo regime non ha alcuna legittimità per governare il Paese e se ci sono state decine di migliaia di vittime nelle ultime manifestazioni contro il regime, è evidente che il regime dei mullah può mantenersi al potere solo con il terrore puro».

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

Idź do oryginalnego materiału