Giornata della Memoria: «I testimoni della Shoah stanno scomparendo», l'appello dell'UCEI

upday.com 3 godzin temu
Di Segni chiede un impegno continuo per la memoria della Shoah (Immagine simbolica - Generata da IA) AI Generated Stock Image

Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), ha lanciato un appello chiaro: la Giornata della Memoria non può essere una semplice ricorrenza annuale. Intervenendo alla presentazione delle iniziative per il 27 gennaio a Palazzo Chigi, Di Segni ha sottolineato l'urgenza di trasformare il ricordo della Shoah in un impegno continuo e condiviso. La sfida principale è trovare modalità autentiche per trasmettere la memoria alle nuove generazioni, mentre i testimoni diretti dello sterminio stanno scomparendo.

«La Giornata della Memoria non può ridursi a una semplice ricorrenza, ma deve diventare un impegno continuo e condiviso», ha dichiarato Di Segni. La presidente dell'UCEI ha evidenziato un passaggio generazionale critico: «Siamo in una fase in cui i testimoni diretti della Shoah stanno scomparendo e questo rende ancora più urgente trovare modalità autentiche per trasmettere la memoria, soprattutto ai giovani».

Il lavoro sulla memoria

Di Segni ha delineato una visione ampia del lavoro commemorativo. «Il lavoro sulla memoria non significa solo raccontare il male, ma anche valorizzare le vite, la cultura ebraica, la conoscenza e le esperienze di convivenza», ha affermato. Questo lavoro deve coinvolgere la scuola, la cultura e la società civile.

La presidente ha poi affrontato il tema delicato del linguaggio pubblico. «La parola genocidio è forse la più difficile, a cui oggi si è aggiunta anche quella di sionismo. Sono termini che portano con sé significati storici, valori e traumi, e che chiamano in causa anche una responsabilità italiana», ha osservato. Di Segni ha posto l'accento sulla necessità di comprensione storica: «Dobbiamo far comprendere davvero cosa significhi genocidio, soprattutto a ottant'anni da Norimberga».

La sfida dopo il 7 ottobre

Il tema della memoria è diventato più complesso dopo gli eventi del 7 ottobre. «La sfida è oggi più ardua, ma anche più necessaria. Servono risposte strutturate, che uniscano strumenti legislativi e politiche educative, per contrastare l'antisemitismo contemporaneo e rafforzare una cultura della consapevolezza», ha sottolineato Di Segni. La responsabilità di questa battaglia «non riguarda solo il passato, ma il presente e il futuro della nostra società».

L'appello di Fiano

Anche Emanuele Fiano, presidente di Sinistra per Israele - "Due Popoli, Due Stati", è intervenuto per la Giornata della Memoria. «Questo Giorno della Memoria arriva per tutti noi in un periodo di grande preoccupazione per le sorti del mondo, per le guerre, l'odio, la violenza, che si diffondono con una intensità a tratti sconosciuta», ha dichiarato.

Fiano ha richiamato il messaggio universale dei sopravvissuti: «Non dimenticateci!». Ha poi ammonito contro le semplificazioni storiche: «Non dimenticate la lezione di come può accadere che nazioni e popoli possano cadere preda di un potere assoluto [...]. Quel messaggio ci chiede di non confondere la storia, di non riscriverla parificando chi stava da una parte e chi dall'altra, di non inventare paralleli nella storia che non esistono per darsi una spiegazione del male attuale».

Il presidente di Sinistra per Israele ha concluso con un richiamo alla vigilanza: «La Democrazia e la libertà non sono mai per sempre, così come la verità della storia, esse vanno difese ogni giorno, senza tregua per ogni essere umano nel mondo».

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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