Iran minaccia ritorsioni contro gli eserciti europei dopo il bando UE

upday.com 2 godzin temu
L'UE inserisce le Guardie della Rivoluzione iraniane nella lista terroristica (Immagine simbolica - Generata da IA) AI Generated Stock Image

L'Unione Europea ha inserito le Guardie della Rivoluzione Islamica iraniane (IRGC) nella lista delle organizzazioni terroristiche. La decisione ha scatenato una nuova escalation diplomatica: Teheran ha annunciato di considerare a sua volta terroristi gli eserciti dei paesi europei coinvolti nella scelta. La tensione nel Medio Oriente si intensifica, mentre gli Stati Uniti valutano opzioni militari.

Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, ha avvertito i governi europei che le conseguenze ricadranno sugli eserciti dei paesi che hanno sostenuto il bando. Lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane ha condannato la decisione dell'UE, definendola ostile e provocatoria. Secondo Teheran, l'Europa starebbe seguendo le politiche egemoniche di Stati Uniti e Israele.

Washington ha intensificato la pressione su Teheran con nuove sanzioni. Il Tesoro americano ha colpito il ministro degli Interni iraniano Eskandar Momeni e diversi comandanti delle Guardie della Rivoluzione. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che l'amministrazione continuerà a prendere di mira le reti iraniane e la sua élite. Secondo fonti della stampa israeliana, crescono i timori di un possibile attacco statunitense nei prossimi giorni. Le forze armate americane sono in stato di allerta e al presidente Donald Trump sarebbero state presentate opzioni per un intervento militare diretto in Iran.

Reazioni politiche

Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, ha commentato positivamente la decisione europea. In una dichiarazione rilasciata all'AGI, ha affermato: «Decidere di far rientrare i pasdaran nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche è una presa di posizione forte, direi storica, dell'Europa. Una scelta giusta, perché l'Occidente non solo non può restare in silenzio di fronte a quello che sta accadendo in Iran, ma anche perché non possiamo farci intimidire dal regime.»

La senatrice ha descritto le Guardie della Rivoluzione come una forza militare di oltre 200.000 uomini, con truppe di terra e di mare, una divisione aerospaziale che controlla l'intero arsenale missilistico iraniano e un'unità specializzata in missioni oltre i confini nazionali. Gelmini ha sottolineato: «Di fronte a tutto ciò, questa decisione dell'Europa è un primo, ma significativo segnale a Teheran. Siamo e saremo al fianco di chi, con coraggio, anche a costo della vita, manifesta per la libertà e per la democrazia. Un altro Iran è possibile. E l'Occidente darà il suo contributo.»

Tentativi di mediazione

La Turchia ha offerto di mediare tra Iran e Stati Uniti per ridurre le tensioni militari. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avviato colloqui con l'omologo iraniano Masoud Pezeshkian per facilitare il dialogo. Le relazioni tra Teheran e l'Occidente restano tese, con sviluppi futuri che dipenderanno dalla capacità diplomatica di trovare un terreno comune e dalla volontà delle parti di evitare un conflitto aperto.

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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