I Pasdaran e il Ministero dell'Intelligence iraniano stanno facendo pressione sulle famiglie dei manifestanti detenuti affinché partecipino alle marce pro-regime previste per domani, 11 febbraio. L'obiettivo è commemorare il 47° anniversario della Rivoluzione Islamica. In cambio della partecipazione, le autorità promettono la possibile liberazione, la grazia o la riduzione della pena per i parenti incarcerati.
Le famiglie devono fornire prove verificabili della loro presenza, come foto e video, da inviare alle agenzie di sicurezza. Gli agenti della sicurezza hanno informato i familiari che la documentazione deve essere «verificabile», secondo quanto riportato dal sito web dell'opposizione Iran International. Chi non aderisce rischia che i propri cari detenuti non vengano rilasciati, graziati o beneficino di riduzioni di pena.
La pressione sulle famiglie coincide con un videomessaggio della Guida Suprema Ali Khamenei, che ha esortato la popolazione a dimostrare lealtà alla Repubblica Islamica e a resistere fermamente agli oppositori. Le manifestazioni di massa inizieranno alle 9:30 ora locale, le 7 del mattino in Italia, in tutto il Paese.
Parata militare e celebrazioni
Le forze iraniane presenteranno durante le marce «le loro ultime attrezzature e conquiste» per mostrare «l'esperienza militare dell'Iran al fianco del popolo», come riportato dall'agenzia di stampa Tasnim. Il regime mobilita tradizionalmente grandi folle l'11 febbraio per riempire le strade del Paese con bandiere, slogan e cortei coreografati.
L'anniversario commemora la caduta dello scià e l'ascesa dell'ayatollah Ruhollah Khomeini, che 47 anni fa segnò l'inizio della Rivoluzione Islamica.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).








