La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno presentato il nove gennaio narrazioni completamente contrastanti sulla situazione di Nicola's Maduro. Mentre Rodríguez parla di "rapimento" e di una "lotta" contro gli USA, Trump celebra la "caduta" di Maduro come una vittoria americana.
Rodríguez ha respinto con forza le accuse secondo cui il Venezuela si sarebbe sottomesso alle pressioni di Trump. Durante una cerimonia in onore delle vittime di un'operazione statunitense, ha dichiarato: «Nessuno si è arreso qui. C'è stata una lotta, ed è stata una lotta per questa patria». Ha aggiunto: «Non siamo subordinati, né siamo sottomessi. Abbiamo dignità storica e abbiamo impegno e lealtà nei confronti del presidente Nicola's Maduro, che è stato rapito».
Il governo venezuelano ha tenuto la cerimonia per commemorare le vittime di un'operazione statunitense che, secondo i dati ufficiali, ha causato almeno 100 morti. Rodríguez ha utilizzato l'evento per sottolineare la resistenza del Venezuela contro quella che descrive come un'aggressione esterna.
La versione di Trump
Il presidente americano ha offerto una prospettiva radicalmente diversa nell'intervista a Fox News. Trump ha affermato che Caracas ha fornito a Washington «tutto quello che volevamo, ce l'hanno dato» dopo la deposizione di Maduro. Ha definito gli sviluppi in Venezuela come «delle tante vittorie per l'America derivanti dalla caduta di Maduro».
Trump ha identificato le riserve petrolifere venezuelane e il rilascio di prigionieri politici come conquiste concrete per gli Stati Uniti. «Il Venezuela è stato grandioso», ha concluso il presidente americano nell'intervista.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).



