Migliaia di studenti in tutta Italia hanno affrontato il rientro a scuola dopo le vacanze natalizie in aule gelide, con temperature che in alcuni casi hanno raggiunto appena i dieci-dodici gradi Celsius. I guasti agli impianti di riscaldamento, aggravati dall'ondata di freddo che sta colpendo la penisola, hanno provocato chiusure scolastiche, proteste dei genitori e interventi d'emergenza in diverse regioni.
La scuola media Lorenzini di via Schweitzer ha vissuto la situazione più critica, dove gli studenti tra gli undici e i 14 anni hanno seguito le lezioni con i cappotti addosso nonostante le temperature esterne vicine allo zero. La dirigente scolastica Lidia Prosperi ha richiesto al sindaco Fiordelmondo la sospensione delle attività con ordinanza, ma il primo cittadino ha rifiutato. «No, non posso farlo: sarebbe interruzione di pubblico servizio», ha spiegato Prosperi riferendosi alla risposta ricevuta. Il Comune ha inviato stufe elettriche come soluzione temporanea.
«La dirigente oggi (ieri, ndr) aveva chiesto di sospendere le attività con ordinanza al sindaco ma lui si sarebbe rifiutato e probabilmente anche oggi i ragazzini saranno al freddo [...]», ha riferito un genitore. «Quindi la scuola resterà aperta in barba a ogni tutela della salute pubblica. L'unica soluzione sono le stufette e parliamo di ragazzini dagli 11 ai 14 anni.»
Chiusure e proteste
A Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, il sindaco Francesco Pignotti ha firmato un'ordinanza di sospensione delle attività didattiche all'Istituto superiore Volta a causa del sistema di climatizzazione guasto. I tecnici dovrebbero concludere i lavori di riparazione, ma non si esclude un ulteriore prolungamento della chiusura.
A Bologna, circa 400 studenti del Liceo Galvani hanno goduto di un «giorno extra di vacanza» dopo che un presunto atto vandalico ha causato l'allagamento di un'aula e il blocco della caldaia. «Sembra che uno studente abbia aperto la valvola di un termo con conseguente allagamento dell'aula e blocco della caldaia [...]», ha spiegato la Città Metropolitana. «Sembra quindi si tratti di un atto vandalico.»
La Materna Comunale Tobagi ha chiuso anticipatamente dopo aver lasciato i bambini in aule gelide. «Oggi (ieri, ndr), primo giorno di riapertura della materna dopo la chiusura natalizia, i termosifoni erano parzialmente funzionanti, tant'è che i bambini sono stati lasciati con le giacche e le cuffie per contrastare la temperatura interna ben al di sotto del livello idoneo al loro benessere [...]», ha raccontato una madre.
L'ondata di gelo
L'emergenza freddo ha colpito l'intera penisola, con temperature che hanno raggiunto i -23,1 gradi Celsius in Veneto e nevicate fino in Sardegna e Sicilia. Il Vesuvio si è imbiancato per la prima volta nel 2026. In Toscana le autorità hanno emesso un'allerta arancione per vento forte e mareggiate, con raffiche oltre i 100 chilometri orari e onde fino a cinque metri.
A Minerbio, nelle scuole di Ca' de Fabbri, i genitori hanno scoperto a metà mattinata che le temperature in aula erano di appena dodici gradi. «Le scuole materne ed elementari sono rimaste senza riscaldamento, costringendo bambini e ragazzi a rimanere al freddo [...]», hanno denunciato. «Chiediamo che venga fatta chiarezza su quanto accaduto, che vengano individuate le responsabilità e che si adottino misure concrete per evitare che situazioni del genere si ripetano. I nostri figli meritano di frequentare la scuola in condizioni adeguate»
Il sindaco Roberta Bonori si è assunta la responsabilità dell'accaduto e si è scusata con studenti e famiglie, spiegando che un controllo effettuato il 2 gennaio aveva riscontrato tutti gli impianti funzionanti.
Dall'Emilia-Romagna a Roma
In Emilia-Romagna e nelle Marche, i vigili del fuoco hanno effettuato 950 interventi per alberi caduti, strade bloccate e recupero di veicoli.
Le autorità hanno chiuso le scuole in circa 40 comuni del Molise, tra cui Campobasso, a Siena e in diverse località dei Monti Dauni e del Gargano in Puglia.
A Roma, l'opposizione ha denunciato che «le scuole dell'infanzia sono senza riscaldamento da giorni» nel Municipio XII.
Al Buon Pastore, l'acqua ha completamente allagato i locali caldaia con oltre due metri d'acqua in alcuni casi.
Gli studenti di Pavia hanno protestato contro i disservizi nel riscaldamento delle loro scuole.
Emergenza anche in carcere
L'emergenza freddo non ha colpito solo le scuole. Anche il carcere di Sollicciano a Firenze ha registrato temperature estremamente basse, con le temperature in alcune celle che hanno raggiunto i due gradi Celsius. «Dentro alcune aree del carcere le temperature sono freddissime, nell'ultima notte si è arrivati addirittura a due gradi, o comunque poco sopra lo zero [...]», hanno raccontato al Corriere Fiorentino alcuni agenti penitenziari.
Antonio Mautone, segretario provinciale della Uil Pa polizia penitenziaria, ha confermato: «[...] Nell'ultima notte la temperatura si è avvicinata agli zero gradi.» Lo stato di salute di lavoratori e detenuti è seriamente compromesso dalle temperature rigide che Sollicciano raggiunge durante la stagione invernale.
Il deputato dem Federico Gianassi ha annunciato una nuova interrogazione parlamentare: «L'emergenza freddo nel carcere di Sollicciano è ormai fuori controllo.» Ha continuato: «A quasi un anno di distanza dalle promesse annunciate per la riqualificazione e la messa in sicurezza del carcere fiorentino, nulla è stato fatto.»
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).





