Sciopero dei taxi fino alle 22 in tutta Italia: governo attaccato, disagi a Roma

upday.com 3 godzin temu
Tassisti italiani in sciopero protestano contro le piattaforme digitali (Immagine simbolica) (Photo by Stefano Guidi/Getty Images) Getty Images

I tassisti scioperano in tutta Italia fino alle 22:00 di oggi, martedì 13 gennaio. L'astensione, che coinvolge una ventina di sindacati, esclude solo l'Umbria e punta il dito contro il governo: le categorie chiedono regole chiare per le piattaforme digitali, la conclusione dei decreti attuativi e la tutela del servizio taxi come utilità pubblica locale.

Lo sciopero rende particolarmente difficile trovare un taxi nelle grandi città, con inevitabili disagi per cittadini e turisti. A Roma i tassisti organizzano presidi a Fiumicino, un corteo verso Piazza Bocca della Verità e un "corteo statico" a Montecitorio dalle 11:00.

Le accuse al governo

I sindacati attaccano l'esecutivo su più fronti. La Uiltrasporti ha dichiarato: «Chiediamo con forza al governo la riapertura del tavolo di confronto sui decreti attuativi che la categoria aspetta ormai dal 2019. Non è più tollerabile il silenzio delle istituzioni di fronte all'ingresso aggressivo delle multinazionali». Secondo le organizzazioni, qualità e sicurezza del servizio «non possono essere affidate a delle app senza controllo pubblico».

Nicola Di Giacobbe, coordinatore nazionale di Unica Taxi Cgil, ha criticato duramente l'esecutivo: «Non ha mantenuto gli impegni, lo sciopero è per difendere il servizio pubblico e il futuro dei tassisti che hanno pagato per una licenza rilasciata da un comune e che operano secondo turni e orari stabiliti dal comune». Di Giacobbe ha aggiunto: «Non si può far decidere a un algoritmo» e ha concluso che «questo governo o è connivente delle multinazionali o non è nelle condizioni di far rispettare la legge».

La voce contraria

Non tutti aderiscono alla protesta. L'Unione Radiotaxi d'Italia e itTaxi hanno deciso di non partecipare allo sciopero, confermando fiducia nell'esecutivo. Loreno Bittarelli, presidente di Uri e itTaxi, ha contrattaccato: «Chi promuove questa astensione dovrebbe protestare contro se stesso». Bittarelli si riferisce al 2019, quando alcuni degli attuali sindacati scioperanti avevano chiesto modifiche alla legge quadro, «creando un vuoto regolatorio e conseguenze disastrose».

Il nodo dei decreti attuativi per la legge anti-abusivismo si trascina infatti dal 2019. I sindacati descrivono la mobilitazione di oggi come "senza precedenti negli ultimi mesi", a testimonianza della crescente frustrazione della categoria verso l'inazione governativa sulla regolamentazione delle piattaforme digitali.

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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