Trump minaccia dazi mirati contro singoli stati UE per la Groenlandia

upday.com 4 godzin temu
Trump e von der Leyen si stringono la mano durante i negoziati sui dazi commerciali (Immagine simbolica) (Photo by BRENDAN SMIALOWSKI/AFP via Getty Images) Getty Images

Gli Stati Uniti potrebbero imporre dazi mirati contro singoli stati membri dell'Unione Europea. La minaccia è arrivata ieri dal presidente americano Donald Trump in relazione ai paesi che hanno inviato personale militare in Groenlandia. Qualsiasi misura di ritorsione dell'UE dovrebbe però essere a livello europeo, poiché Bruxelles detiene la competenza esclusiva sulla politica commerciale estera grazie all'unione doganale.

La scelta di colpire alcuni stati UE e non altri rappresenta una scommessa. Le regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio prevedono infatti il principio della nazione più favorita, che vieta trattamenti tariffari discriminatori tra partner commerciali. Tuttavia, i dazi possono essere strutturati per colpire prodotti emblematici o settori altamente concentrati in un singolo stato membro, ottenendo un impatto nazionale pur applicandosi formalmente all'intera UE.

Precedenti e strategie

L'esempio più recente riguarda i dazi cinesi sul brandy, che hanno colpito in modo sproporzionato la Francia. Oltre il 90% del brandy europeo esportato in Cina è francese, concentrando l'effetto sul settore del cognac. Prodotti come formaggi, automobili o vini possono essere utilizzati con la stessa logica per raggiungere obiettivi nazionali mantenendo una facciata di applicazione europea.

Nel 2018 gli Stati Uniti imposero dazi antidumping e antisubsidio sulle olive nere spagnole, sostenendo che i produttori beneficiassero indebitamente del sostegno della Politica Agricola Comune. La Commissione Europea portò il caso davanti al WTO, che nel 2021 diede ragione all'UE su diversi elementi delle misure americane.

Zone grigie nel commercio internazionale

Negli anni più recenti, l'invocazione della sicurezza nazionale per giustificare misure commerciali selettive ha ampliato le "zone grigie" del diritto commerciale internazionale. Questa tendenza offre ai paesi terzi margine per colpire settori o filiere specifiche dell'economia europea.

La posizione dell'UE rimane netta: nessuno stato membro può negoziare o reagire autonomamente ai dazi. Solo la Commissione Europea ha la competenza esclusiva per avviare controversie, imporre contro-dazi o attivare strumenti di difesa commerciale e anti-coercizione. Bruxelles può calibrare politicamente la risposta scegliendo prodotti sensibili per il paese terzo o settori ad alto valore simbolico, senza mai riconoscere una frammentazione nazionale della politica commerciale.

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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