Lepore boccia il Cpr a Bologna: "Servono agenti, non centri vuoti"

upday.com 4 godzin temu
Il sindaco Lepore e il ministro Piantedosi si scontrano sul nuovo Cpr a Bologna (Immagine simbolica - Generata da IA) AI Generated Stock Image

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi si scontrano apertamente sulla proposta di un nuovo Cpr (Centro di Permanenza per il Rimpatrio) in città. Lepore boccia l'idea e chiede più agenti di polizia, mentre Piantedosi difende il sistema dei rimpatri e critica duramente la gestione comunale della sicurezza. Il confronto - definito dal politologo Valbruzzi come «il vero derby» tra Bologna e il Governo - evidenzia una frattura politica profonda tra amministrazione locale e governo nazionale.

Il sindaco ha rinnovato la sua richiesta di confronto diretto con Piantedosi sulla sicurezza urbana. Lepore ha spiegato: «Bologna ha bisogno di collaborazione con il Governo. Credo che la proposta di portare qui un nuovo Cpr sia sbagliata: non funzionano. Ci sono 10 Cpr in Italia e sono vuoti. Ci sono 1.238 posti e in questo momento ci vivono 546 persone.» Ha aggiunto che nel 2025 sono state espulse dall'Italia 5.000 persone e solo il 10% è passato dai Cpr. La sua richiesta al ministro è chiara: «Chiederei invece di portare qui le cose che servono: agenti e volanti che mancano. Non abbiamo forze dell'ordine per coprire i turni di notte.»

Piantedosi ha risposto con fermezza durante la presentazione del suo libro "Dalla parte delle divise" in via del Pilastro. Il ministro ha dichiarato: «Noi siamo convinti che i Cpr servono, come si è visto drammaticamente in alcuni casi di cronaca, per togliere dalla strada persone che, oltre ad essere irregolari, sono pericolose.» Ha contestato le cifre di Lepore affermando che nel 2025 sono state sfiorate le 7.000 espulsioni e ha chiesto di arrivare a 10.000. Piantedosi ha anche criticato chi sostiene che «nei Cpr ci finiscono le badanti: ci finisce chi ha commesso reati o viene considerato pericoloso.»

Schieramenti politici contrapposti

Il governatore della Regione Michele de Pascale si è schierato con Lepore, concordando che un Cpr a Bologna non serve. Anche Sara Accorsi, consigliera metropolitana delegata al Welfare, ha sostenuto il sindaco: «Non è il Cpr che genera sicurezza per i cittadini. Da tempo, assieme al sindaco Lepore, chiediamo più risorse sul sistema 'Sai' per migliorarlo ancora e rafforzarlo.»

Il centrodestra invece fa pressing per l'apertura imminente della struttura. Il senatore Marco Lisei (Fratelli d'Italia) ha assicurato che il governo intende «implementare i Cpr sul territorio nazionale, uno strumento indispensabile per fermare ed espellere le persone che non devono stare in Italia.» Secondo Lisei, Bologna è uno dei luoghi più adatti perché «è al centro della regione, ha l'aeroporto per i voli di rimpatrio, ha una struttura che era già un Cie e che quindi possiede già i requisiti per diventare Cpr.»

Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega a Palazzo d'Accursio, ha lanciato un ultimatum: «O si sta dalla parte della legalità e della sicurezza dei bolognesi o si continua a difendere chi rende la città meno vivibile ogni giorno. La sinistra non ha più scuse né alibi.» Anche l'imprenditore Alberto Forchielli, candidato a sindaco per il 2027, ha criticato «la solita cocciutaggine del sindaco uscente» che si oppone al Cpr.

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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