Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta valutando "seriamente" l'acquisizione della Groenlandia, ritenuta "essenziale per la sicurezza nazionale" americana. Il vicepresidente JD Vance ha avvertito i leader europei di prendere sul serio le dichiarazioni di Trump, confermando che il presidente è "disposto a spingersi fino a dove è necessario". Il Segretario di Stato Marco Rubio è atteso a Copenhagen la prossima settimana per incontri con funzionari danesi e groenlandesi, mentre crescono le tensioni tra Washington e i suoi alleati europei.
La Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca con 57.000 abitanti, riveste un'importanza strategica cruciale. Il territorio è ricco di risorse naturali - terre rare, petrolio, gas e minerali critici - con un valore stimato tra 12,5 miliardi e 3.000 miliardi di dollari secondo diverse analisi. La sua posizione nell'Artico la rende fondamentale per la difesa missilistica globale e per contrastare l'influenza crescente di Cina e Russia nella regione.
Vance ha dichiarato alla Fox News che la Groenlandia è «molto importante non solo per la difesa missilistica americana, ma per la difesa missilistica mondiale». Ha aggiunto che «ci sono avversari ostili che hanno mostrato molto interesse per quel particolare territorio», sottolineando l'urgenza della questione per la sicurezza occidentale.
I meccanismi dell'acquisizione
L'amministrazione Trump sta considerando diverse opzioni per ottenere il controllo della Groenlandia. Secondo Reuters, funzionari americani stanno valutando la possibilità di offrire pagamenti diretti agli abitanti dell'isola, con cifre che vanno da 10.000 a 100.000 dollari a persona. Un'altra ipotesi è il "Compact of free association", un accordo internazionale simile a quelli già stipulati con le Isole Marshall, gli Stati Federati di Micronesia e la Repubblica di Palau.
Questo tipo di accordo garantirebbe ai groenlandesi accesso esclusivo agli Stati Uniti per vivere, lavorare e studiare senza visto, oltre a supporto finanziario e difensivo. In cambio, gli USA otterrebbero accesso militare illimitato ed esclusivo al territorio. Tuttavia, esiste una condizione preliminare: la Groenlandia dovrebbe prima dichiarare l'indipendenza dalla Danimarca, come ha spiegato Alex Gray dell'American Foreign Policy Council durante un'audizione al Senato americano lo scorso 12 dicembre.
Trump non ha escluso l'opzione militare. La Casa Bianca ha lasciato aperta questa possibilità, scatenando forti reazioni in Europa.
Divisioni interne in Groenlandia
Le proposte americane stanno creando fratture all'interno della politica groenlandese. Pele Broberg, leader del principale partito di opposizione, ha chiesto colloqui bilaterali diretti tra Groenlandia e Stati Uniti, escludendo la Danimarca. Ha accusato il governo di Copenhagen di adottare una posizione «ostile sia alla Groenlandia sia agli Stati Uniti con la sua mediazione».
Vivian Motzfeldt, Ministro degli Esteri di Nuuk, si è opposta a questa linea, definendo «illegale» una negoziazione a due parti senza il coinvolgimento danese. Ha però confermato la partecipazione della Groenlandia all'incontro trilaterale della prossima settimana: «Niente Groenlandia senza Groenlandia. Ovviamente parteciperemo. Siamo noi ad aver richiesto l'incontro».
Tutti i partiti politici groenlandesi sostengono formalmente la secessione da Copenhagen e il superamento delle ultime tracce del dominio coloniale europeo, ma divergono su come ottenere l'indipendenza e gestire i rapporti con Washington.
La reazione europea e danese
La prima ministra danese Mette Frederiksen ha lanciato un chiaro avvertimento: un eventuale intervento militare americano per prendere il controllo della Groenlandia costituirebbe una minaccia alla NATO. I leader di Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Regno Unito e Danimarca hanno emesso una dichiarazione congiunta ribadendo che la Groenlandia è parte integrante della NATO e che qualsiasi decisione sul suo futuro deve essere presa d'accordo con i suoi abitanti e il governo danese.
La Francia ha annunciato di star lavorando con i partner a un piano di reazione nel caso in cui gli Stati Uniti tentassero di invadere la Groenlandia con la forza. L'Unione Europea ha recentemente ribadito che «la Groenlandia appartiene al suo popolo».
L'UE sta intensificando il proprio dialogo economico-strategico con la Groenlandia. Ha aperto un ufficio a Nuuk nel marzo 2024 e approvato nel 2023 un Memorandum d'Intesa per la cooperazione strategica su catene del valore delle materie rare, sviluppo energetico, infrastrutture e logistica. I finanziamenti europei alla Groenlandia potrebbero passare da 225 milioni di euro (2021-2027) a 530 milioni per il periodo 2028-2034.
Il ruolo di Ronald Lauder
Un'inchiesta del quotidiano danese Politiken ha rivelato il ruolo centrale del miliardario newyorkese Ronald Lauder, 81 anni, considerato il pioniere dell'affare Groenlandia. Lauder, azionista di riferimento di Estée Lauder e presidente del Congresso ebraico mondiale, è amico e compagno di università di Trump alla Wharton School e ha finanziato la sua campagna elettorale del 2016 con oltre un milione di dollari.
Secondo John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale durante la prima presidenza Trump, fu proprio Lauder a consigliare al presidente di acquistare la Groenlandia. Bolton ha confermato che Trump discusse il potenziale accordo già nel 2017, citando «un amico, un uomo d'affari di grande, grande esperienza» che riteneva possibile ottenere l'isola.
Lauder ha effettuato investimenti strategici in Groenlandia attraverso la Greenland Development Partners LLC, acquisendo quote in aziende nei settori energetico, minerario e dei beni di consumo. Ha nominato Josette Sheeran, ex ambasciatrice e sottosegretaria di Stato americana, a capo delle sue società acquisite in Groenlandia, creando un ponte tra investimenti privati e l'apparato politico di Washington.
Precedenti storici
L'interesse americano per la Groenlandia non è nuovo. Nel 1867, subito dopo l'acquisto dell'Alaska, il Segretario di Stato William Seward esplorò l'idea di estendere la presenza americana nell'Artico includendo la Groenlandia, ma il Congresso mostrò scarso entusiasmo. Nel 1910, durante la presidenza di William Howard Taft, diplomatici americani suggerirono un complesso scambio territoriale per portare la Groenlandia sotto controllo statunitense, ma Copenhagen respinse rapidamente la proposta.
Nel 1946, all'inizio della Guerra Fredda, l'amministrazione Truman offrì formalmente alla Danimarca 100 milioni di dollari in oro per la Groenlandia. Anche questa offerta fu rifiutata, ma gli Stati Uniti mantennero l'accesso militare alla regione, che continua ancora oggi con la base spaziale Pituffik, l'installazione più settentrionale del Dipartimento della Difesa americano.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo l'invasione tedesca della Danimarca, gli Stati Uniti si assunsero la responsabilità della difesa della Groenlandia e stabilirono una presenza militare sull'isola, utilizzandola come punto di rifornimento chiave per i voli militari verso l'Europa.
Le risorse in gioco
La Groenlandia nasconde enormi ricchezze nel sottosuolo e nei mari circostanti. Secondo le stime del Servizio Geologico degli Stati Uniti del 2023, la provincia occidentale della Groenlandia-Canada orientale potrebbe contenere 7,8 miliardi di barili di petrolio non scoperti, 91,9 trilioni di piedi cubi di gas naturale e 1,9 miliardi di barili di liquidi di gas naturale.
I depositi di terre rare sono particolarmente significativi. Il complesso di Kvanefjeld contiene circa 673 milioni di tonnellate di minerale con una concentrazione media dell'1,10% di ossidi di terre rare totali. Kringlerne possiede circa 4.300 milioni di tonnellate con lo 0,65% di concentrazione. Questi materiali sono essenziali per l'industria automobilistica elettrica, la difesa e le tecnologie avanzate.
Per una tipica batteria agli ioni di litio da 60 kW sono necessari 6-11 kg di litio, circa 29 kg di nichel e circa 8 kg di cobalto. Il valore dei semiconduttori nei veicoli elettrici raggiunge i 1.300-1.650 dollari per auto, contro i 750 dollari per veicolo delle auto convenzionali.
La regione artica nel suo complesso contiene circa il 13% delle risorse petrolifere convenzionali non scoperte del mondo (circa 90 miliardi di barili) e il 30% del gas naturale. Il cambiamento climatico sta rendendo queste risorse più accessibili attraverso il ritiro stagionale dei ghiacci.
Implicazioni strategiche
Le rotte marittime artiche stanno acquisendo crescente importanza. La Rotta del Mare del Nord, che ha registrato nel 2025 un traffico di 36-38 milioni di tonnellate, riduce del 30-40% le distanze rispetto al Canale di Suez per i collegamenti tra Europa settentrionale e Asia orientale.
Per operazioni tutto l'anno nell'Artico profondo sono essenziali rompighiaccio a propulsione nucleare, un settore in cui gli Stati Uniti sono significativamente indietro rispetto alla Federazione Russa, che possiede una flotta più grande e moderna.
La competizione per le risorse della Groenlandia comporta diversi rischi: tensioni geopolitiche crescenti nell'Artico tra USA, Russia e Cina; potenziali interruzioni nelle catene di approvvigionamento per veicoli elettrici, batterie, semiconduttori e applicazioni militari; impatti ambientali e sociali significativi su ecosistemi artici fragili e comunità locali; alta volatilità dei prezzi delle materie prime; e un deficit infrastrutturale che richiede investimenti massicci.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).



